PRISCILLA – Racconto gratuito

1) PRESENTAZIONE DELL’AUTRICE FEDERICA LEVA, DEL TEAM “LETTORI COME STELLE”

Buongiorno a tutti!
Oggi vi tengo compagnia con “Priscilla”, un racconto che ho scritto nel 1997, ispirandomi ad alcuni fatti narrati nel mio romanzo “Radici di Sabbia”. In “Radici di sabbia” il protagonista, Patrick, perde i genitori in un incidente stradale e in questo racconto rivivo i primi momenti del lutto dal punto di vista del cane, Priscilla. Priscilla non conosce la morte come gli Umani e per lei i cimiteri sono solo posti tranquilli, dove le persone si rimpiccioliscono e sorridono da minuscole finestre scavate nella pietra. Eppure, comprende la perdita del suo giovane padrone e si sforza come può, per alleviare il suo dolore. Cerca di far sorridere Patrick e, fallendo, decide di farlo nuovamente incontrare con i suoi genitori. Ce la farà?

“Priscilla” è un racconto che ho scritto nel 1997, ispirandomi ad alcuni fatti narrati nel mio romanzo “Radici di Sabbi…
wattpad.com

2) PRESENTAZIONE DELL’AUTRICE FEDERICA LEVA, DEL TEAM “LETTORI COME STELLE”

Oggi non sono riuscita a restare nemmeno un secondo al pc, e la presentazione di Priscilla avrà soltanto due post, anziché 3. Vi lascio in compagnia di un estratto e vi chiedo, nel caso in cui racconto dovesse piacervi, di consigliarlo ai vostri amici.
Non c’è trucco, è gratis
😀

“Più tardi, sulla via del ritorno, passammo davanti ad un parco recintato che gli umani chiamano “cimitero”. Era una grande cuccia infelice e puzzava di fiori marci, ma a suo modo era anche buffa. La sola volta che avevo accompagnato Patrick nel giardino più alto avevo visto in un sasso la faccia di un uomo che conoscevo – ancora adesso non so spiegarmi come avesse fatto ad entrarci e perché avesse voluto farlo – e una donna aveva sparso una lacrima, guardandolo. Di lui, si diceva da tanto tempo che era morto, e “Allora”, pensai, “quando qualcuno muore viene a vivere qui. Mah, io, anche dopo essere morta, preferirei restare nella mia cuccia all’ombra del glicine, con Patrick e i miei amici. Mi divertirei senz’altro di più che quassù.” Avvicinandomi al cimitero, quella sera, credetti che Patrick avesse voluto entrare per rivedere i suoi genitori, e tutta contenta gli trotterellai davanti e puntai verso il cancello socchiuso. Ma non appena sollevai la zampa per varcare la soglia, Patrick mi afferrò per il pelo umido e mi costrinse a svoltare in un sentierino alberato dall’altra parte della strada.
“No”, disse, e la voce gli tremava. “Là dentro, no. Mai!”.
Non nascondo che mi stupii, ma pensai che forse i miei padroni non vivevano nel cimitero, e lo seguii docilmente.”

“Priscilla” si è aggiudicato due primi premi letterari, a Ravenna e a Torino, nel 1999

Share