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Concerto rosso, by Pier Luigi Berbotto

 

Concerto rosso

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*** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

Afflati di musica, palpiti d’amore e mistero, sussurri di poesia. È quanto si può respirare, pagina dopo pagina, addentrandosi nei segreti intrecciati abilmente da Borbotto in questo romanzo solo in apparenza lungo – ben 350 pagine –, ma in realtà scattante e agile come una gazzella, e nient’affatto tedioso. L’autore pubblicò questo romanzo nel 1985, ma per motivi oscuri all’ultimo momento scelse di modificarne il finale, riportandone un altro, sull’impeto della fantasia: forse la versione originale svelava troppe verità? Ora, il testo ci viene restituito, riveduto e corretto, senza celare gl’intenti iniziali, ovvero la ricerca della Musica come innalzamento al Trascendente e sottile riscoperta della magia che avvolge anche gl’istanti più semplici della nostra vita. La narrazione si apre con una pagina ardente, dove il lettore viene trascinato con prepotenza nella vicenda, plasmando un’immediata immedesimazione con il protagonista, Alessio Dotta, rinomato giornalista e musicologo di Torino. Son sufficienti poche righe, e tosto ogni pensiero viene catturato dalle parole: LASCIA PERDERE TUTTO SE HAI CARO RESPIRARE, che troneggiano sul fondo della pagina. Chi minaccia la vita del protagonista, e per quale ragione? Amore, musica, lavoro? Ha forse rilevanza quel Concerto Rosso per organo e orchestra rinvenuto da un’anziana amica di Dotta e composto nel 1700 da un ambiguo sacerdote, tal Rimbaudi, unito da morbosi – forse occulti, forse torbidi – legami con il demoniaco pittore Audisio? Con ritmo incalzante, la vicenda si snoda in una Torino descritta con coscienziosa scrupolosità, una mappa di rievocazioni, parole e immagini, che si offre al lettore nei pretesti dei delitti, delle visite notturne ad antiche ville, nei concerti e nei richiami storici della città. Alla morte dell’anziana organista – il primo delitto – Dotta studia la composizione manoscritta e gli appunti del Rimbaudi, e presto la personalità ambigua del prete gl’incatenerà i pensieri, mentre una misteriosa fanciulla, sorpresa da lui stesso ad interpretare all’organo quel pezzo ancora segreto, gli avvincerà il cuore. Qual è il mistero del Rimbaudi e Audisio, quale vincolo li unisce attraverso gli ermellini dipinti dal pittore e la musica eterea del sacerdote? Entrambi parevano legati da passione alla stessa donna, una donna che rassomiglia sorprendentemente alla ragazza conosciuta da Dotta, e di cui poco ci è dato di sapere. Attraverso un viaggio della mente, Dotta si scontrerà con le verità d’un passato che a suo modo gli appartiene, e quando gli enigmi dell’arte saranno finalmente sciolti, salirà all’organo della Chiesa di Superga per interpretare magistralmente, con echi originali che lui solo può conoscere, il concerto del Rimbaudi. Ma un’insidia è ancora celata nell’ombra, nelle vesti d’una dissonanza, d’una “nota che s’attarda prima di cedere alla successiva”…
Scritto con stile armonioso, snoda un linguaggio semplice e tuttavia ricercato, che si modella sulla scene descritte con la raffinatezza d’un abito d’autore.
Un libro che appassionerà gli amanti della musica, affascinati dal profumo lieve dell’occulto e dalle sue arcane istanze.

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