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DARIO GIARDI – DNA

 

 

DNA

Parla l’autore:

Dopo il mio lavoro d’esordio “La ragazza del faro”, romanzo intimistico, riflessivo e poetico ambientato in Bretagna, ho deciso di lanciarmi e sperimentare il genere thriller. DNA ha come tema centrale una doppia U: l’Uomo e l’Universo. Sono un appassionato di archeologia misteriosa e di mistero a 360 gradi. Come autore di guide turistiche, sono sempre alla ricerca di nuovi filoni d’indagine per scoprire luoghi inesplorati del nostro territorio, simbologie e antiche civiltà. Durante queste ricerche ho scoperto che la Chiesa, tramite l’Ordine dei Gesuiti, investe somme inimmaginabili per l’osservazione del cielo e per la ricerca astronomica. L’ho trovato curioso… almeno per quella che è la mia idea di fede. Ho iniziato a pormi delle domande e da queste è nata l’ispirazione.

Il prologo del romanzo fa riferimento a una scoperta, realmente avvenuta in Molise nel 1979. C’è poi un salto temporale. La trama, infatti, si sviluppa ai nostri giorni.

Estela, la protagonista, è una ricercatrice messicana. Arriva in Italia seguendo le tracce di Daniel, il suo ragazzo misteriosamente scomparso, durante una spedizione speleologica.

Un’indagine che si trasformerà presto in qualcosa di inaspettato e pericoloso. Costantemente inseguita e minacciata da un misterioso Ordine religioso, ricomporrà, faticosamente, un puzzle che nasconde una clamorosa rivelazione. Qualcosa capace di rivoluzionare quanto pensiamo di conoscere sull’evoluzione dell’uomo e di scuotere le fondamenta della Chiesa e del credo cristiano.

Ho mescolato continuamente due piani: quello della verità e quello della finzione. Tutti i siti dei ritrovamenti, i luoghi o le civiltà cui si fa riferimento nel testo, sono effettivamente esistenti. Nascendo come autore di guide turistiche ho cercato di portare la mia esperienza per incuriosire il lettore e presentare luoghi inesplorati e poco conosciuti del nostro territorio. Un modo per promuovere il nostro immenso patrimonio artistico, paesaggistico e culturale.

C’è molta verità, molta scienza, elementi di paleontologia, di astronomia così come di fisica quantistica. Su questi temi poi, chiaramente, ho romanzato le vicende varcando il confine ed entrando nella fantascienza. In realtà, però, questo confine a mio avviso è molto soggettivo… cosa è davvero scienza? Cosa è verità? Un mio amico fisico mi raccontò che negli anni 80°, quando presentò la sua tesi in fisica quantistica, la stessa gli venne rigettata perché ritenuta, da molti professori accademici, scienza di confine se non pseudoscienza. Oggi sappiamo che la fisica quantistica è alla base della nostra tecnologia, di tutte le scoperte recenti e della nostra stessa vita. C’è un aneddoto, a tal proposito, che mi ha sempre colpito… un fisico tedesco, Oberth, fu schernito con il soprannome di Luna Oberth quando, già nel 1920, ipotizzò la possibilità di un viaggio interplanetario sulla Luna. Molti suoi colleghi, per screditarlo, asserirono che una persona, appena fuori dai limiti dell’atmosfera terrestre, sarebbe stata dilaniata dalla forza di gravità del Sole. Nella sua autobiografia, Oberth si riferì a queste persone come a “quelli che hanno studiato tanto da vedere gli alberi e non il bosco”. Ecco… l’ignoranza e la paura di ciò che non conosciamo possono spingerci a contrastare delle idee etichettandole come assurde.

 

Estela è una ricercatrice messicana. Arriva in Italia seguendo le tracce di Daniel, il suo ragazzo… Condividi il Tweet

 

INTERVISTA A DARIO GIARDI

 

Qual è il tema del romanzo e come nasce?

DNA è un thriller fantascientifico che ha come tema centrale una doppia U: l’Uomo e l’Universo. Sono un appassionato di archeologia misteriosa e di mistero a 360 gradi. Come autore di guide turistiche sono sempre alla ricerca di nuovi filoni di indagine per scoprire luoghi inesplorati del nostro territorio, simbologie e antiche civiltà. Durante queste ricerche ho scoperto che la Chiesa, tramite l’Ordine dei Gesuiti, investe somme inimmaginabili per l’osservazione del cielo e per la ricerca astronomica. L’ho trovato curioso… almeno per quella che è la mia idea di fede. Ho iniziato a pormi delle domande e da queste è nata l’ispirazione.

In quale anno e dov’è ambientato il romanzo?

Il prologo fa riferimento a una scoperta, realmente avvenuta in Molise nel 1979. C’è poi un salto temporale. Il romanzo, infatti, è ambientato ai nostri giorni.

Estela, la protagonista, è una ricercatrice messicana. Arriva in Italia seguendo le tracce di Daniel, il suo ragazzo misteriosamente scomparso, durante una spedizione speleologica.

Un’indagine che si trasformerà presto in qualcosa di inaspettato e pericoloso. Costantemente inseguita e minacciata da un misterioso Ordine religioso, ricomporrà, faticosamente, un puzzle che nasconde una clamorosa rivelazione. Qualcosa capace di rivoluzionare quanto pensiamo di conoscere sull’evoluzione dell’uomo e di scuotere le fondamenta della Chiesa e del credo cristiano.

 

Il romanzo mescola elementi di paleoantropologia, paleoastronautica, teologia ed astronomia: in che modo?

Ho mescolato continuamente due piani: quello della verità e quello della finzione. Tutti i siti dei ritrovamenti, i luoghi o le civiltà cui si fa riferimento nel testo, sono effettivamente esistenti. C’è molta verità, molta scienza, elementi di paleontologia, di astronomia così come di fisica quantistica. Su questi temi poi, chiaramente, si è romanzata la storia varcando il confine ed entrando nella fantascienza. In realtà, però, questo confine a mio avviso è molto soggettivo… cosa è davvero scienza? Cosa è verità? Un mio amico fisico mi raccontò che negli anni 80°, quando presentò la sua traccia di tesi in fisica quantistica, la stessa gli venne rigettata perché ritenuta ancora da molti professori accademici scienza di confine se non pseudoscienza. Oggi sappiamo che la fisica quantistica è alla base della nostra tecnologia, di tutte le scoperte recenti e della nostra stessa vita. C’è un aneddoto, a tal proposito, che mi ha sempre colpito… un fisico tedesco, Oberth, fu schernito con il soprannome di Luna Oberth quando, già nel 1920, ipotizzò la possibilità di un viaggio interplanetario sulla Luna. Molti suoi colleghi, per screditarlo, asserirono che una persona, appena fuori dai limiti dell’atmosfera terrestre, sarebbe stata dilaniata dalla forza di gravità del Sole. Nella sua autobiografia, Oberth si riferì a queste persone come a “quelli che hanno studiato tanto da vedere gli alberi e non il bosco”, citazione che riprese, mi sembra, da Martin Lutero. Ecco… l’ignoranza e la paura di ciò che non conosciamo possono spingerci a contrastare delle idee etichettandole come assurde.

Il romanzo ricalca episodi storici realmente accaduti: quanto tempo ha impiegato a raccogliere il materiale storico, ma anche paleoantropologo ecc per realizzare l’opera?

Un anno e mezzo. Ho contattato esperti del settore sia per le parti relative alla paleontologia/antropologia e sia per gli aspetti più tecnici legati ad altre scienze come la speleologia. Ritengo, infatti, che per far calare il lettore verosimilmente all’interno di una situazione questa debba essere studiata nel dettaglio dalla scrittore.

Potrebbe parlarci un po’ più di lei? Di che cosa si occupa, dove vive, quanti anni ha?

Vivo a Roma. Sono un ricercatore in campo energetico e ambientale. Ho lavorato presso istituzioni ed enti di ricerca. Fuori dal lavoro ho molti interessi. Amo la fotografia e la musica ma è nella scrittura che trovo massimo benessere. Nasco in questo campo come autore di guide turistiche. Ne ho scritte sia con la casa editrice Polaris di Firenze e sia con la Lighthouse Publisher di New York. Sono guide insolite e del mistero, dedicate alla mia grande passione: l’arte e la cultura celtica, etrusca e romana. Proprio su tali temi collaboro costantemente con riviste di archeologia misteriosa (Italia Misteriosa, Fenix, Xtimes). Ultimamente sto lavorando alla sceneggiatura di un progetto cinematografico internazionale: un film fantasy/documentario sulla civiltà celtica, prodotto da una casa di produzione svizzera. Per Leone Editore ho pubblicato il suo romanzo d’esordio: “La ragazza del faro”. “Dna” è il mio secondo romanzo.

 

Potete scrivere a Dario e seguirlo su:

www.twitter.com/dariogiardi

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