Crea sito

Fantasy

San Marino – Il raduno 2017

Nessun testo alternativo automatico disponibile.

San Marino

L'immagine può contenere: sMS
E anche quest’anno si è tenuto il consueto appuntamento dedicato a Tolkien, ma anche al fantasy in  generale. Io sono arrivata a San Marino venerdì sera e non ho partecipato a tutte le sessioni di lavoro, ma sono stata molto soddisfatta del livello qualitativo delle conferenze che ho ascoltato, nella giornata di sabato. Spero che Chiara Nejrotti e Maria Luisa Paglieri (Luisa ha cambiato il titolo del suo intervento), e magari anche Paola Cartoceti, vogliano riassumere i loro interventi in due brevi articoli da pubblicare nel blog I romanzi si raccontano, perché meritano di non perdersi nella memoria del tempo.
Il raduno è stata una bella occasione per rivedere amici di vecchia data e conoscerne altri, e mi ha fatto ritornare giovane, ai tempi in cui scendevo laggiù, in quello stesso teatro, durante gli incontri del Fandom.
 
Ho anche approfittato di alcuni momenti di quiete, durante la pausa pranzo, per prova la voce dal palco. L’acustica è eccellente, e mi ha fatto venir voglia di cantare! Mi sono anche divertita a sbirciare nel dietro le quinte del teatro e nei camerini, dove si cambiavano i cosplayer.  Non ho mai recitato o cantato in un teatro vero, ma ho sentito sulla pelle il brivido dell’attesa.  Calcare un  palco per esibirsi deve essere un’emozione unica!
 
Qui, di seguito, alcuni scatti degli interventi del pomeriggio e della mostra Lego, aperta al piano inferiore.

Adriana Comaschi

Chiara Nejrotti

 

Maria Luisa Paglieri

MOSTRA LEGO:
In serata, si è tenuta una cena di gala con  la premiazione dei vincitori del Premio Viviani, di cui ho creato il logo, questa primavera. Purtroppo, per alcuni motivi ho dovuto disdire e ancora ignoro chi abbia vinto la competizione letteraria, ma confido che la Patrona Annarita Guarnieri mi aggiorni presto sull’esito del concorso.
Oltre al raduno degli appassionati di fantasy, in quei giorni si è tenuto il San Marino Comics, e il centro storico era invaso di visitatori e cosplayer d’ogni tipo. Risalire fino alle Torri, fra la folla e il caldo assurdo portato da Polifemo, è stato impossibile. E’ già la seconda volta che non riesco ad entrare al castello, ma i miei tentativi non finiranno qui!
Alla prossima!
 _________________
 Altre immagini:
       

Share
Il “REIGN” di Maria Stuarda

Il “REIGN” di Maria Stuarda

E’ giornata di FRIVOLEZZE su ‪#‎Lettoricomestelle‬, ed eccomi qui, con la mia 🙂
Come sempre, guardo le serie tv in ritardo, per due motivi. Fondamentalmente perché, sono una ritardat…aria! Ma a voi darò due spiegazioni più dignitose 😀
Primo, mi piace avere tante puntate disposizione per non dover aspettare una settimana per conoscere il proseguo degli eventi. Secondo, mi impegno a guardare una serie tv solo quando sono psicologicamente pronta e motivata, e anche questo comporta una dilatazione dei tempi. In questi giorni ho divorato la prima stagione della serie “Reign”, dedicata a Maria Stuarda, Regina di Scozia e di Francia, e al suo primo marito, Francesco II di Francia.
È una serie un po’ particolare, che mescola la storia a elementi fantastici e leggendari. Come nel film “Il destino di un cavaliere”, anche qui le musiche sono moderne e gli abiti di Maria e delle sue damigelle sono eleganti ma spesso non hanno un taglio rapportabile al 1560. Gli elementi fantastici sono dati dalla religione pagana e dai sanguinosi riti che la contraddistinguono, opponendola al cattolicesimo.
Per i miei gusti la parte romantica è fin troppo accentuata – sbaciuck iuck iuck di qua, slurp di là – e confesso di aver sorvolato alcune scene ripetitive con il tasto Wind.
Non mancano gli elementi contraddittori, sia nella trama sia nelle scelte (il)logiche di alcuni personaggi, ma non è questa la sede appropriata per discuterne. In generale, la serie riesce a catturarmi e venerdì inizierò a gustarmi la seconda stagione.
^_^

 

_______________________

Share

Ricetta per una saga epica

Ricetta per una saga epica (tratto dal web)


 

 

 

 

 

 

 

Share

I NOSTRI EBOOK, PARLIAMONE

chiacchierata I NOSTRI EBOOK PARLIAMONEn

Ieri sera, nel gruppo I NOSTRI EBOOK, PARLIAMONE, Tiziana Cazziero ha gestito una bellissima chiacchierata, intervistando me e Diana Mistera assieme ad altre iscritte al gruppo.

E’ stata una serata ricca di domande, di spunti di riflessione e di tuffi nel passato, e per evitare di perderla ho voluto immortalarla in un pdf.

Clicca su SCARICALA per leggerla!

 [sdm_download id=”3770″ fancy=”1″]

 

Share

Halloween Party

Loading...

dark-zone-halloween
Benvenuto, viandante, in questo antro oscuro!
CONDIVIDI in modalità pubblica… TAGGA due amici e POSTA una immagine o tua foto in tema Halloween sulla bacheca dell’evento…Parteciperai all’estrazione di uno dei sette pacchi in regalo:
7 pacchi da 6 EBOOK FOR FREE!

Una commissione di 8 blogger assegnerà un PREMIO SPECIALE alla foto/immagine più accattivante!
VAI QUI: pagina facebook.
.
___________________________________________
.

The dark zone
___________________________________________
 .

BUONGIORNO! OGGI IO PRESENTO DUE AUTRICI, MIRIAM PALOMBI E ROSSELLA PADOVANO.

 .Oscure Visioni OSCURE VISIONI, DI MIRIAM PALOMBI - Passione Lettura
OSCURE VISIONI.
Raccolta Horror “L’oscurità è il luogo dove gli incubi si rifugiano al nostro risveglio” M.P.
Diciassette piccole porte sull’abisso, scorci d’incubo che tra case infestate, acque profonde e maledette, demoni, creature mostruose e viaggi nell’aldilà, offrono una panoramica sull’orrore letterario in tutte le sue declinazioni.
___________________________________________
 .
 .
Solo la profonda grazia dell’acqua potrà unire gli opposti.
In un mondo medioevale risorto dalle ceneri di quello attuale, due popoli diversi, sono stati divisi dalla guerra. Sottoposti a duri allenamenti sin da bambini, i Rosensin, atei, vegetariani, fumatori d’erba, sono riusciti a trasformare i limiti del loro fisico esile in punti di forza, diventando, uomini e donne, abili guerrieri. Tuttavia rimane un loro punto debole, l’acqua. Malgrado agilissimi essi non sanno nuotare. Conservatori e onnivori, gli Ardesiani pregano i loro dei con ardore, trascorrono un’infanzia serena e mandano solo gli uomini in guerra. Certi della loro superiorità essi tollerano sempre più a fatica la tregua con Rosemund e frequenti sono le dispute armate tra i giovani di entrambi i popoli. La principessa di Rosemund e il figlio del Re di Ardesia, pur arrivando a desiderare l’uno la morte dell’altra, una notte si incontrano senza riconoscersi. Tra i due giovani inizia una drammatica relazione che li spinge a sfidare la preclusione per la quale i matrimoni tra le due razze non sono ammessi.
___________________________________________

Share
Fantasy and creativity tag

Fantasy and creativity tag

Ciao a tutti!

Eccomi qui con il mio primo tag!

Questo bellissimo tag è stato inventato da Cuore di Cactus. Io ringrazio di cuore Racconti dal Passato per la nomina!

Federica Leva

 

Le regole: ringrazia e cita il blog che ha creato il tag e nomina 6 blog a tua volta. Rispondi alle domande.

 

1. Qual è il momento della giornata in cui preferisci scrivere?

Non ho un momento preferenziale. Dipende dall’ispirazione. Se ho qualcosa che mi ribolle in testa, qualunque ora è adatta, che sia l’ora di pranzo – e chi ha più voglia di mangiare, quando scrivere diventa impellente? – o l’una di notte. Potendo scegliere, però, preferisco il mattino.

2. Preferisci avere musica in sottofondo o silenzio quando scrivi?

Quando scrivo, preferisco il silenzio. Se non sono a casa da sola, mi metto i tappi nelle orecchie per isolarmi con i miei pensieri. Invece, quando revisiono o ho bisogno di ispirazione per un determinato passaggio, posso tenere un po’ di musica in sottofondo. Rigorosamente senza cantato.

3. Come e dove trovi l’ispirazione?

Le idee mi arrivano più facilmente quando sono sola e rilassata. Possono arrivare mentre sono seduta in giardino o a letto, ma anche mentre faccio qualche lavoro di grafica e ho la mente libera. In generale, comunque, una ventata d’ispirazione può arrivare da qualunque cosa, da un’immagine, un profumo, una sensazione inattesa.

4. Ti è sempre piaciuto scrivere? O hai scoperto dopo questo piacere?

Sì. Scrivo da quando sono in prima elementare. A quel tempo, producevo un racconto al giorno, rigorosamente non più lungo di un foglio A4 e battuto alla macchina da scrivere, perché inizialmente la mia calligrafia era oscena :D.

Credo di aver sognato di diventare una scrittrice quando ero una ragazzina. Prima scrivevo per piacere personale, senza immaginarlo come una professione. Amavo e amo tuttora leggere, ed ero appagata dal piacere che traevo dalle storie meravigliose di cui mi abbeveravo e da quelle, semplicissime, che uscivano dalla mia fantasia.

Poi, crescendo, mi sono accorta che sarei stata felice, se avessi potuto vivere delle mie parole. È accaduto quando ho scoperto di provare una profonda passione per due aspetti della scrittura: la creazione di storie nuove e la ricerca della bellezza estetica dei pensieri. Quando trovavo una frase incisiva o un vocabolo che mi sembrava espressivo, ero felice. E’ tuttora così.

5. Un personaggio o una storia che avresti voluto fosse frutto della tua creatività.

Una storia? “La trilogia degli arpisti” di Patricia McKillip.

Un personaggio? Waylander dei Drenai di David Gemmell

6.Un romanzo, una canzone e/o un film che ti rappresenta.

Un film, Amadeus, di Milos Forman.

Canzone, L’aquila e il falco dei Pooh

7. Un romanzo, una canzone e/o un film che secondo te tutti dovremmo leggere, ascoltare e vedere almeno una volta.

Ce ne sono tantissimi, e credo che ognuno di noi abbia esigenze anche molto diverse, l’uno dall’altro, per cui, qualcosa che per me è imperdibile potrebbe non dire molto a qualcun altro. Ho letto molti romanzi meravigliosi, ho visto film che mi hanno fatto piangere disperatamente e ascolto canzoni che adoro… ma piacerebbero anche agli altri?

Comunque, mi sento di consigliare, fra i film: Un amore all’improvviso, tutt’altro che banale, come sembrerebbe dal titolo, e il romanzo da cui è tratto: La moglie dell’uomo che viaggiava nel tempo.

Canzone, The phantom of the opera. Ma in verità, tutto il musical merita di essere ascoltato ^_^

8. Un romanzo che ti ha sorpreso e uno che ti ha deluso e perché.

Ballando con il fuoco di Edy Tassi. È un erotico, ed io non amo questo genere, ma la scrittura di Edy ti fa divorare pagina dopo pagina. Ma ce ne sarebbero altri che, pur non rientrando nelle mie categorie preferenziali, mi hanno colpita positivamente. Ad esempio, Soffocami, di Chiara Cilli ma anche alcune storie su angeli e vampiri, come Il bacio dell’angelo caduto di Becca Fitzpatrick e la Saga dell’Intoccabile di Federica Leone.

Fra le delusioni, ricordo L’ultimo alchimista di Micah Nathan. Spacciato per thriller letterario è lento, noioso, mal scritto. L’ho abbandonato prima della fine.

9. Qual è stato il tema della tesina della maturità e/o della laurea che hai scelto? Ti sei pentito di questa scelta?

Per la laurea mi è stata richiesta una tesi sul trattamento chirurgico del blefarospasmo, mentre per la specialità ho portato un caso clinico di anoressia. Ho dorato entrambi gli argomenti.

10. Quale strumento musicale ti piacerebbe imparare a suonare? O suoni già?

Ho imparato a strimpellare il pianoforte, da ragazzina, ma si tratta di vecchi ricordi. Vorrei saperlo suonare con la maestria di Maksim Mrvica o di Christian Zimmerman!

Ho poi imparato a suonare il sassofono, sia tenore che contralto. Non lo suono da una vita. Se potessi esprimere un desiderio, oltre al pianoforte vorrei saper suonare il violino.

11. Una fotografia e/o un dipinto che secondo te parla da solo.

Amo tutti i quadri di Caravaggio e molti dei Fiamminghi.

12. Una poesia carica di significato.

Non sono esperta di poesie, ma ho amato molto i poeti inglesi dell’ottocento, con la loro malinconia decadente. Hm… potrei citare anche il nostro Leopardi e il suo toccante Infinito.

  1. Blog che raccomandi ai tuoi followers: Tutti i blog delle persone che seguo hanno qualcosa da dire e tutti meritano uno sguardo di sicuro!

Ecco le nomine!

CIOCCOLATA DI PAROLE

DANIELA RUGGERO

EVELYN STORM WORLD

DAISYFRANCHETTO

ROMANTICAMENTE LIBRI, Emme X

ISABEL GIUSTINIANI, Store di storia

 

P.S. Se qualche blogger volesse essere taggata, la prossima volta, mi scriva! C’è posto per tutti ^_^

 

Un personaggio o una storia che avresti voluto fosse frutto della tua creatività? Condividi il Tweet

 

Share

SUPER BLOG TOUR di LETTORI COME STELLE!

Glitter text generator

Horror and Fantasy fonts

 

Carissimi lettori,
vi presentiamo un evento davvero eccezionale! Un SUPER BLOG TOUR che durerà tutto il mese di settembre e che coinvolgerà alcune autrici del team Lettori come stelle e più di 16 blog!
Le autrici vi rivolgeranno simpatiche domande per intrattenervi piacevolmente, come se si trovassero insieme a voi in un bar a prendere un caffè e a parlare di libri!!
Inoltre, tenete a mente una cosa: durante TUTTO IL MESE DI SETTEMBRE i loro libri saranno in SCONTO SPECIALE!!
Il viaggio inizierà il 1 Settembre e vi accompagnerà un giorno sì e uno no.
Non vi resta che seguire le tappe e… approfittare degli sconti!!!
Il blog promotore è il nostro, ma potete seguire il blog tour in altri 16 blog, avete un’ampia scelta..!!!
Oltre al nostro:
L’ EVENTO NE COINVOLGE TANTI ALTRI…!!!
http://sognandotralerighe.blogspot.it/
http://francilettricesognatrice.blogspot.it/
http://labibliotecadieliza.blogspot.it/
http://unbuonlibrononfinisce-mai.blogspot.it/
http://imilleeunlibro.blogspot.it/
http://bookswhatelse-it.blogspot.it/
http://amicadeilibri.blogspot.it/
http://annatognoni.blogspot.it/
http://www.lafenicebook.com/
http://littlemousebookclub.blogspot.it/
http://leggendoromancebooksblog.blogspot.it/
http://fantasticandosuilibri.blogspot.it/
http://piecesofbooksblog.blogspot.it/
http://lalepremarzolina.blogspot.it/
http://isegretidiungoodreader.blogspot.it/
http://www.blogexpres.blogspot.it/

I libri scontati sono i seguenti:

CARTACEO:
FLAMEFROST Due cuori in gioco: 20% di sconto (13,50 anziché 16,90) + spese di spedizione gratuite
FLAMEFROST Insieme controcorrente: 20% di sconto (12,50 anziché 15,90) + spese di spedizione gratuite
FLAMEFROST L’ultimo respiro: 20% di sconto (14,00 anziché 17,90) + spese di spedizione gratuite
“SAL Sisters”: 20% di sconto (16€ a copia anzichè 20€) + spese di spedizione gratuite
Era del Sole: 30% di sconto (12€ a copia anzichè 17,00€ )+ spese di spedizione gratuite
In volo con te: 20% di sconto (10€ a copia anziché 12,90€) + spese di spedizione gratuite
L’intoccabile: 20% di sconto (12€ a copia anziché 15,00) + spese di spedizione gratuite.
E-BOOK:
“The Vampire Community”, “Il cielo oscuro di Roma”, “Amethyst”, “La stratega, anno domini 1164”, “SAL Sisters”, “Era del Sole”, “Echi delle Terre Sommerse”, “L’intoccabile” in E-BOOK a 0,99 €.
“In volo con te” a 1,49 (anziché 2,70).

Per informazioni riguardo il cartaceo rivolgersi a:
Virginia Rainbow, https://www.facebook.com/lamascheranera.romanzo
Giusy Moscato: https://www.facebook.com/giusy.moscato.7
Elisa Erriu: https://www.facebook.com/elisa.erriu.3
Jessica Maccario: https://www.facebook.com/jessica.maccario.3

Federica Leone, guardare sul sito della casa editrice: http://www.sesatedizioni.it/lintoccabile-catalogo-2/
______________________________________________________________
Riassunto delle tappe che riguardano il mio “Echi dalle Terre Sommerse”
Parte il blogtour del gruppo “Lettori come stelle”, che vi farà compagnia per ben 14 tappe! Potrete conoscere i libri delle autrici che gestiscono il blog e il gruppo su facebook attraverso delle domande a cui potete rispondere, in una sorta di simpatico gioco. Vi ricordiamo inoltre che i libri qui presentati saranno scontati per tutto il mese. Per vedere l’elenco dei cartacei e degli ebook scontati, vi rimando al fondo del post.
La prima tappa e quindi la prima domanda è questa:
Di solito quando scegliete un libro, quale genere di cover vi attira di più?

Volevo un’immagine che facesse subito capire il genere del romanzo e che mostrasse uno dei caratteri principali. Fra i colori dominanti ho voluto quelli del fuoco, per esprimere la passionalità della storia e avvolgerla in un’aurea antica, quasi sacra.


SECONDA TAPPA DEL BLOGTOUR

Dopo avervi mostrato i libri che faranno parte di questo blogtour, oggi cambiamo. La seconda tappa è un po’ diversa! Non vi presentiamo ancora i nostri libri, ma vi facciamo un piccolo quiz per conoscervi meglio. La domanda è questa:

Che tipo di lettore siete?
Venite a mettervi alla prova qui!
http://lettori-come-stelle.blogspot.it/2015/09/seconda-tappa-del-blogtour.html

 

 

lunedì 7 settembre 2015

TERZA TAPPA DEL BLOGTOUR

Eccoci pronti per la seconda tappa del tour! Questa volta parliamo di generi. Ce ne sono parecchi, ma noi ne abbiamo raggruppati alcuni per mostrare la varietà di romanzi che abbiamo (questi sono quelli che partecipano al tour, pertanto rimarranno scontati per tutto il mese!). La domanda di oggi dunque è:

Quali generi preferite tra questi elencati?
Venite a rispondere qui
http://lettori-come-stelle.blogspot.it/2015/09/terza-tappa-del-blogtour.html

mercoledì 9 settembre 2015

QUARTA TAPPA DEL BLOGTOUR

Per la quarta tappa del nostro blogtour, entriamo dentro i libri e proviamo a conoscerli meglio. Oggi parliamo di personaggi femminili, di donne eroine che hanno un ruolo importante all’interno della storia. La domanda del giorno è:

Quali caratteristiche preferite nel protagonista femminile?
Queste sono le donne che fanno parte dei nostri romanzi, con caratteristiche differenti: provate a conoscerle dando una preferenza personale e rispondendo così alla domanda!

“ECHI DALLE TERRE SOMMERSE” Di Federica Leva

Sheraen Vestren è nata albina in una famiglia di Sottocavalieri, viene portata su un’isola per essere uccisa dal padre. Viene invece salvata dai patriarchi del regno e allevata come spia. E’ coraggiosa, determinata e, dopo il matrimonio di Tresan con un’altra, scopre anche d’essere capace di amare. Quando è ormai rassegnata ad averlo perso, le cose cambiano e…


QUINTA TAPPA DEL BLOGTOUR

Nella quinta tappa ci occupiamo degli uomini e vi presentiamo alcuni personaggi presenti nei nostri romanzi. Come per la tappa precedente, anche qui vi chiediamo di scegliere una risposta e di dare la vostra preferenza 🙂 La domanda di oggi è…

Quali caratteristiche preferite nel protagonista maschile?

“ECHI DALLE TERRE SOMMERSE” Di Federica Leva
Tresan Hardan. E’ sempre stato nell’ombra del fratello maggiore e non è mai riuscito a strappare un assenso al padre. E’ sempre stato obbediente e ha sempre cercato di assecondarli, ma senza rinnegare se stesso. E lui è caparbio, ribelle quanto basta a farlo diventare un temerario e passionale. In un angolo del suo animo nasconde un’ombra che emergerà a poco a poco, fino a quando un segreto nascosto nel suo passato non si sarà rivelato. E allora, tutto cambierà.

lunedì 14 settembre 2015

SESTA TAPPA DEL BLOGTOUR

Benvenuti alla sesta tappa di questa nostra presentazione! Vi abbiamo presentato i protagonisti, adesso passiamo ai personaggi secondari. Ne abbiamo scelto uno per libro e a questa tappa la domanda collegata è…

In un personaggio secondario che però abbia un ruolo importante accanto ai protagonisti, quali caratteristiche preferisci?

“ECHI DALLE TERRE SOMMERSE” Di Federica Leva

Romisan di Vilkaster è l’erede del Principato di Zircana e amico del protagonista fin dalla fanciullezza. E’ allegro, affascinante e seduttivo. Ha lunghi capelli biondi e occhi turchesi. E’ a lui che appare lo spirito del Maledetto, una notte, ed è uno fra i primi sentire la sua voce. Più avanti emergeranno dettagli intimi e impensati, del suo rapporto con Tresan. E anche una vocazione e uno spirito di sacrificio che nessuno potrebbe prevedere…


 

lunedì 21 settembre 2015

SUPER BLOG TOUR del gruppo Lettori come Stelle, #8 tappa

Buona sera, bloggers e lettori! Come promesso, ecco la tappa che dovevo recuperare l’ultima volta e che a causa della traduzione non sono riuscita a fare, la settima tappa del tour. Buona lettura!

Quale genere di personaggio “cattivo” preferite di solito?

Damon Randeran, cugino del protagonista , Damon odia Tresan perchè teme che il suo maestro abbia in animo di addestrarlo come mago, al suo posto. E’ disposto a qualunque cosa, pur di diventare un mago, anche a usare il giovane principe Erlanes facendosi beffe dell’amore che prova per lui.

“ECHI DALLE TERRE SOMMERSE” Di Federica Leva

 


 

lunedì 21 settembre 2015

SPECIAL TOUR Settembre – tappa #9

Buongiorno lettori,

apriamo la giornata con la nona tappa del SUPER BLOG TOUR che durerà tutto il mese di settembre. QUI (cliccando sul link) potete aderire all’evento su Facebook. Vi ricordo che grazie a questo tour potrete trovare moltissime informazioni utili e divertenti su tanti libri, sia cartacei che ebook, a favolosi sconti!
TAPPA #9
Sulle pagine di un libro quale tipo di carattere vi rende la lettura più piacevole o amate di più?
Il carattere si chiama Cambria, dimensione 11, ed è stato scelto perché è un buon compromesso fra leggibilità, eleganza e spaziosità. Lo scopo era occupare il minor numero di pagine possibili e dal momento che non mi piacciono né l’Arial né i suoi equivalenti, la scelta è ricaduta su di lui. Se avessi usato il TNR, probabilmente il libro sarebbe stato ben più alto, con tutti i problemi economici legati alla stampa e alla diffusione.
ECHI DALLE TERRE SOMMERSE” Di Federica Leva
 

 


 

mercoledì 23 settembre 2015

SUPER BLOG TOUR del gruppo Lettori come Stelle, #10 tappa

Buona sera, bloggers e lettori! Questo è il penultimo post della mia serata (ho creato un post che potrete leggere soltanto il 28/9 muahahha), la tappa di questa sera riguarda gli stralci dei romanzi. Buona lettura!


Quando vi accingete a scegliere un libro, la lettura di uno stralcio vi influenza? Quale tra questi vi colpisce di più?

Da “ECHI DALLE TERRE SOMMERSE” Di Federica Leva. Estratto delle Cronache, che risalgono a 12.000 anni prima degli eventi narrati nel romanzo:

“Nei giorni che vennero, tornò ancora e una volta che era sola gli sussurrò, fra i veli: «I tuoi figli stanno bene, o re. Sono forti e ti somigliano.»
Lui finse di lavarsi le mani a una fontana e bisbigliò, con labbra così chiuse da sembrare immote: «Che tu sia benedetta, mia amabile signora. Agli Dèi piacendo, ne vorrei uno con i tuoi occhi e il tuo cuore…»
Lei finse di contemplare la cupola dorata nella navata centrale del tempio e il suo sguardo si colmò di commozione. «Giura che è vero, perché non desidero altro, da quando ti ho visto nell’arena…»
«Il tuo nome!» la supplicò lui. «Se mi vuoi, farò di tutto per portarti via con me!»
Ma Gatama si stava avvicinando, facendo schioccare la frusta sulle schiene degli schiavi, e lei s’allontanò. Nel passargli accanto, gli sfiorò un braccio con la mano, e Kasara si sentì infiammare da un desiderio incontenibile e soffrì, soffrì fin nella carne, nell’impedirsi di prenderla fra le braccia e di farla sua.”

 


 

venerdì 25 settembre 2015

SUPER BLOG TOUR del gruppo Lettori come Stelle, #11 tappa

Buon giorno, bloggers e lettori! Io ho cominciato a tradurre l’ultimo libro da italiano a inglese (è lungo 23 pag), quindi in teoria dovrei farcela a finire di tradurlo prima che cominci l’università, è una cosa essenziale per me finire di tradurlo ora, perché dopo non avrò più tempo nemmeno per aggiornare il blog, che sarà nelle sapienti mani di Irene, Laura ed Elisa. Vi auguro una buona lettura per la tappa di oggi!

 
Preferite le saghe o i libri autoconclusivi?

Echi dalle terre sommerse. E’ il primo volume di una saga.


 


DIFFONDI LA NOTIZIA CON UN TWEET!

SUPER BLOG TOUR che durerà tutto il mese di settembre e che coinvolgerà alcune autrici del team Lettori come… Condividi il Tweet

 



Share

L’ultima notte di San Valentino

L'ultima notte di san valentino5

 

Presentazione racconto

Dark fantasy

 

Più persone mi hanno chiesto di ampliare il racconto e di farne un romanzo. Una saga, addirittura. Ho già in mente un prequel, con una demonessa protagonista e il sequel. Voi che ne pensate? Vi piacerebbe leggere un romanzo dark fantasy che si sviluppi nella direzione di questo racconto?

 Nel 2015 il racconto è già stato tradotto in spagnolo (traduzione disponibile!) e presto uscirà anche in francese, in inglese e in russo. La versione italiana, gratuita, si trova su numerosi stores, fra cui Amazon.

 Clicca qui per sfogliare la presentazione!

 .

.

.

.

 

    1) PRESENTAZIONE DELLAUTRICE FEDERICA LEVA DEL TEAM LETTORI COME STELLE.

 

 Com’è nato il raccontino

 

Buongiorno a tutti e ben ritrovati alla presentazioni estive dei racconti del team! Oggi vi presento “L’ultima notte di San Valentino”, un racconto che ho scritto nel 1999, ispirata dagli affascinanti vampiri di Anne Rice. Una sera, durante una cena del Fandom, un collaboratore dell’allora Casa Editrice Nord, Enrico Rulli, mi ha chiesto se avessi voluto scrivere un racconto sui vampiri per un inserto speciale della fanzine Yorick. Lui avrebbe curato l’antologia e si sarebbe occupato della selezione dei lavori.

«Ne ho già scritto uno» ho risposto io. «Per quando lo vuoi?» Ritornata a casa, ho riletto il racconto, l’ho stampato – all’epoca internet esisteva solo per le grandi aziende – e l’ho spedito tramite posta ordinaria. Dopo tre settimane, è arrivata l’attesa lettera di risposta. Racconto accettato!

Nel 2011, un altro curatore mi ha chiesto di trasformare i vampiri in demoni, per inserire il racconto in un’altra antologia a tema; così, sono nati i Demoni della Follia. Purtroppo, mentre lavoravo sulla storia e approfondivo le nuove caratteristiche dei personaggi, lo spazio disponibile nell’antologia si è esaurito, e alla fine il racconto è rimasto a me. Dopo ulteriori revisioni tecniche – per chi non lo sapesse, ho un disturbo ossessivo compulsivo della revisione -, ho deciso di pubblicare gratuitamente il racconto, così come lo potete leggere adesso.

La copertina è opera mia. È nata per gioco, come esercizio di grafica, ma alla fine il risultato non mi è dispiaciuto e ho deciso di usarla come cover definitiva.

Le immagini presenti in questa presentazione sono tratte dalla rete e rielaborate da me. Appartengono ai loro rispettivi proprietari e le ho utilizzate al solo scopo di mostrare quanto acconto in queste pagine.

 

Sinossi

 E’ la notte di San Valentino ma, anziché festeggiare, il mondo è morto. Il potente e crudele demone Sinfan atterra sull’ultima isola rimasta da esplorare, nella speranza di trovare qualcuno da bere e infettare con la tossina della follia. È stanco e inizia a delirare, come un comune mortale. Ancora non immagina che quello sfacelo sia una vendetta d’amore e che qualcuno lo stia aspettando, nel chiarore della luna morente.
Ma chi lo sta aspettando? Una donna? Un uomo? Un altro demone? Lo scoprirete leggendo il racconto…

.


2) PRESENTAZIONE DELLAUTRICE FEDERICA LEVA DEL TEAM LETTORI COME STELLE.

 

Sinfan, Maradiel, Gustav e la ragazza


In questo racconto, i personaggi principali sono due, Sinfan e Maradiel. Gustav, la ragazza e la bambina vivono sullo sfondo, e solo per un po’ :D. In questo passaggio conosciamo Sinfan, il perfido capo della Setta dei Demoni della Follia, e Gustav, il suo nuovo favorito. Sinfan non ha una sessualità definita e non è capace di amare. Si prende come amanti demonesse e demoni che, per qualche ragione, suscitano il suo interesse, e li getta via con disinvolta noncuranza. Il modo in cui si sbarazza di Maradiel è quanto meno crudele. Qui assistiamo a parte della scena attraverso le memorie di Maradiel:

Avanzò di pochi passi e li vide. Se il suo cuore fosse stato ancora vivo, come quello dei demoni di razza, l’avrebbe sentito pulsare nella gola. Sinfan non era solo, nel letto. Con lui c’era un altro demone, e insieme, appena celati dalle cortine del baldacchino, si divertivano a tormentare una giovinetta nuda, che tremava e piangeva, implorando d’esser lasciata libera. Il fumo di dieci candelabri accesi screziava appena la loro nudità, carnale ed eterea a un tempo, esaltata dai tremuli chiari scuri della stanza.

Tremando, Maradiel afferrò i drappi del letto e li scostò bruscamente. «Sinfan…» ansimò. «E tu, Gustav…»

Fissò sbalordito il nuovo adepto venuto dalla Francia, discinto fra le lenzuola di seta dorata. Era bruno e provocante, e le scaglie delle sue grandi ali rilucevano come una miriade di stelle di ghiaccio. Maradiel sentì la propria bellezza nordica dissolversi, davanti ai suoi tratti decisi e mascolini, e anche il lucore liquido delle sue ali sembrò appannarsi, in quell’accecante sfavillio di luci. Approfittando di quell’attimo di distrazione, la ragazza cercò di scivolar giù dal letto e di fuggire, ma con gesto rapido Sinfan l’afferrò per la vita sottile e la scaraventò fra le braccia di Gustav.

[…]

Trattenendo a stento le lacrime, Maradiel obbedì. Sentiva lo sguardo trionfante di Gustav inseguirlo, tagliente come la sua risata, tanto forte da sovrastare il pianto disperato della ragazza. Portò due flûtes vecchie di trecento anni e, incapace d’andarsene, rimase accanto al letto anche quando Sinfan offrì al nuovo amante il collo della sventurata, un dono d’amore quasi sacro, ereditato dalla Stirpe dei Vampiri da cui discendevano. Perché lo faceva? A lui non aveva mai offerto nessuna vittima, in tutto il tempo in cui era stato il suo prediletto! Cercò di non ascoltare il grido della fanciulla, mentre Gustav la mordeva e colmava i calici con il suo sangue vermiglio. Aggrappato al baldacchino, li guardò bere alla moda degli umani e poi gettarsi alle spalle i bicchieri, che si frantumarono in mille schegge.

Era frastornato. I singhiozzi della ragazza, ancora viva, gli laceravano il cuore. Quanto spreco di bellezza, quanto spreco di vita! Sussultò, quando Gustav l’afferrò e le iniettò la tossina della follia con un secondo morso. Lei, povera creatura mortale, impazzì quasi subito, vittima di visioni terribili, che le facevano spalancare gli occhi e schiumare la bocca. Non era più bella mentre, ormai moribonda, s’aggirava per la stanza come una farfalla intrappolata in un vaso senz’aria. Lacerò i tendaggi, si strappò i capelli e camminò sui cocci di vetro ferendosi i piedi nudi, gli occhi sbarrati su un orrore inesistente. I due amanti la guardarono ridendo, mentre si seviziava le braccia e la gambe, masticava i capelli strappati e alla fine crollava in ginocchio, esausta.

«Ora basta» decise Gustav e schioccò le dita. «Fallo!»
La ragazza sembrò ritornare lucida; ma fu solo un attimo. Con una mossa lesta, afferrò l’attizzatoio rovente del camino e se lo piantò nel cuore. S’accasciò sul pavimento con un lungo gemito, gli occhi ancora aperti nella pozza vermiglia del suo sangue mortale. «Eccellente» si complimentò Sinfan, battendo le mani. «Una formidabile padronanza della follia. Non è così, cucciolo?»

 

 

valentino1

 

 

 

3) PRESENTAZIONE DELLAUTRICE FEDERICA LEVA DEL TEAM LETTORI COME STELLE.

Maradiel, il demone gentiluomo.

Eppure, è stato proprio lui a distruggere il mondo, per vendetta…

Ed eccoci arrivati all’ultima tappa della presentazione!
Chi è Maradiel? Non è un demone dalla nascita, a differenza di Sinfan e Gustav. È stato un umano e, dopo la sua morte, avvenuta quand’era ancora un giovane gentiluomo, è stato riportato alla vita dal bacio di Sinfan. Bellissimo e raffinato, ha cercato di meritarsi il titolo di demone, ma ha sempre saputo d’essere diverso dagli altri. Non ha più un cuore vivo e le sue ali sono fragili. È marchiato dalla debolezza, e sa che, presto o tardi, Sinfan si stancherà di lui e volgerà altrove la propria lussuria. E così accade. Sinfan s’invaghisce di un demone francese dalle ali scintillanti e nel giro di una notte si dimentica di Maradiel. E allora Maradiel medita una vendetta. La peggiore che si possa concepire.

Sinfan taceva, limitandosi a guardarlo con quel sorriso odioso e affascinante a un tempo. Come poteva essere così calmo e indifferente? Maradiel accennò a porgergli la piccola con un gesto di scherno.

«La vuoi? Oh sì, so che ti piace. È un bell’esemplare, ma non te la concederò facilmente, amor mio. E anche se la bevessi, moriresti lo stesso. Non c’è più vita, sulla terra. Presto o tardi, avrai bisogno di bere ancora sangue vivo e la tossina t’avvelenerà la mente. Oh, già la scorgo, che ti annebbia gli occhi… Di te non resteranno neppure le ossa e non ci sarà nessuno a rimpiangerti. Nessuno.»

«Neppure tu?»

“Io ti rimpiangerò sempre!”

Sospirò, e la sua voce si fece più bassa, più grave. «Ah, Sinfan! Ho sopportato tutto, per te: le beffe, i tradimenti, gli insulti! Ma ai tuoi occhi non contavo niente, e anche Gustav… In fondo mi fa pena, quel disgraziato. Che ne è stato della tua passione per lui, se non l’hai neppure pianto, quand’è morto? Hai buttato via i suoi resti come se fossero gli avanzi di una candela consumata. Che ne è stato del tuo amore per lui, quand’era in vita, e di quello per me?»

Scosse la testa, esasperato, e con un solo sguardo abbracciò la devastazione dell’isola. Un’ombra velava l’azzurro delle iridi cristalline, ma nella sua tristezza non c’era rabbia: solo rassegnazione, e rimpianto per un passato che avrebbe voluto vivere in modo diverso.

«Tutto questo» riprese. «Non è un caso o il mero capriccio della Morte. È il mio trionfo su di te e sugli altri demoni che in poco meno di una notte mi hanno dimenticato per uno straniero dallo sguardo perverso.»

Sinfan agitò una mano, sprezzante. «Sciocchezze. Da solo non puoi aver stravolto le leggi dell’universo. Non so come sia successo, ma una pestilenza ha invaso la terra e…»

Maradiel gli s’avvicinò con passo leggero, sorridendogli. Sinfan lo fissava sbalordito.

 

 

valentino2a

 

          


 

  

QUALCHE RECENSIONE

 

  5.0 su 5 stelle sorprendente, 24 agosto 2015

Di Lupo Impetuoso

 La prima regola che mi impongo, prima di acquistare qualsiasi testo, fosse pure gratis, è quella di leggere l’estratto. Di solito lo leggo tutto e, se mi convince, acquisto. In questo caso è bastata una pagina per spingermi a scaricare il libro e divorarlo in un quarto d’ora.

L’autrice sa scrivere e ti sa tenere incollata al libro. La storia non è affatto scontata, mi piace che una volta tanto la notte di San Valentino non sia associata a qualcosa di smielato ma a un racconto oscuro .I personaggi sono ben caratterizzati e mi hanno ricordato alcuni personaggi usciti dalla penna di Lovecraft. Complimenti all’autrice! Lo consiglio a tutti .

 5.0 su 5 stelle Intenso, 30 luglio 2015

Di tracy (italy)

Ottima presentazione dei demoni in una dimensione ancora per me sconosciuta. L’arte e la perizia dell’uso delle parole ne fanno un piccolo capolavoro per essere un racconto breve.
L’amore, quasi sempre, sofferenza e dolore, è il tema portante del racconto che alla fine lascia con l’amaro in bocca, ma anche con una sorta di speranza.

Da leggere…

 

4.0 su 5 stelle Nel chiarore della luna morente, 3 luglio 2015 Di E-writer – (TOP 500 RECENSORE)

Nel chiarore della luna morente si articola questo simpatico racconto di Federica Leva. Testo scritto molto bene e soprattutto scorrevole con molti particolari che invogliano alla lettura.
Interessante la caratterizzazione del potente e temuto demone Sinfan.
Racconto consigliato agli amanti del genere Dark Fantasy.

       TWITTALO!

Per una volta, la notte di San Valentino non è associata a qualcosa di smielato ma a un racconto oscuro Condividi il Tweet

______________________________

 

Versione italiana.
Racconto tradotto in spagnolo.

 Clicca qui per sfogliare la presentazione!

 

GoldSeparator

Share

Solstice – L’incantesimo d’Inverno

BLOGTOUR!

L’Arcipelago dei Pensieri è orgoglioso di partecipare al Blogtour del romanzo Solstice – L’incantesimo d’Inverno di C. E. A Bennet. Qui di seguito troverete tutti i riferimenti per appassionarvi a questo romanzo e per partecipare al tour!

 

Solstice-L'incantesimo d'Inverno 600x800

 

Solstice – L’incantesimo d’Inverno
Titolo: Solstice – L’incantesimo d’Inverno
Autore: C. E. A Bennet
Editore: Self publishing da piattaforma Narcissus
Anno di pubblicazione: 2014
Formato: e-book
Pagine: 641 (PDF formato A5)
Genere: Fantasy – Romance – Young adults
Prezzo di copertina: 3.99 euro

 

GoldSeparator

~Solstice~
Lincantesimo dInverno

Emma ha quasi sedici anni e due sorelle, Eileen e Constance. Vivono a Saint Claire, tranquilla cittadina del Connecticut, insieme alla madre, Kate, e Miranda, la misteriosa donna comparsa nelle loro vite da quando il padre le ha abbandonate.
Le Hataway, però, non sono donne normali, bensì streghe costrette a tenere nascosta la loro natura e i loro poteri per rispettare le leggi dei Custodi, ai quali devono obbedienza.
Leggi che Emma ha infranto quando era solo una bambina, anche se per una buona causa: aiutare quelli che sarebbero diventati i suoi migliori amici, Sam e Alec.
Da allora i tre sono inseparabili, anche se, diventati adolescenti, Emma sarà costretta a nascondere proprio a loro il segreto che più le sta a cuore. Non è l’unica, però, a mentire alle persone che ama. Cosa nascondono Kate e Miranda? Quali sono i terribili segreti seppelliti nel loro passato? Perché il padre è scomparso all’improvviso senza lasciare traccia?

Alec Stevens ha sedici anni e molte domande. A volte ha la sensazione che la sua migliore amica Emma conosca tutte le risposte. Emma. Cosa lo lega così indissolubilmente a lei e allo stesso tempo la rende irraggiungibile? Che cosa nasconde?
Nel tentativo di svelare e nascondere i segreti che li circondano, Alec ed Emma, non si accorgono che qualcuno si muove e li osserva nell’ombra, in attesa che arrivi il momento di mettere in atto la sua vendetta.
La storia raccontata in prima persona da Emma e completata da Alec, inizia con due episodi dell’infanzia dei protagonisti, destinati a cambiare per sempre le loro vite. Dopo un salto di quasi dieci anni ritroveremo Emma e Alec alle prese con un sentimento molto umano, un passato famigliare turbolento e dei poteri da gestire, che non sempre facilitano le cose, anzi…
Una storia d’amore, di amicizia e di legami famigliari burrascosi, ma profondi. Con un pizzico di magia.

 .

Alec ed Emma, non si accorgono che qualcuno si muove e li osserva nell’ombra, in attesa che arrivi il momento… Condividi il Tweet

 

Biografia dell’autrice
C.E. A Bennet. Laureata in Giornalismo, è nata e cresciuta a Verona. Attualmente vive a Bologna dove lavora come copy e addetta stampa. L’incantesimo d’Inverno è il suo romanzo d’esordio, nonché il primo capitolo della saga Solstice.
Ah già. Le piacciono i treni.

Dove acquistare
Solstice – L’incantesimo d’Inverno è acquistabile in tutte le maggiori librerie online, da Kindle Store
di Amazon ad iBooks Store di Apple, Nokia Reading e molti altri ebook store nazionali (IBS, Feltrinelli, UltimaBooks ecc…).
Link Amazon
http://www.amazon.it/Solstice-Lincantesimo-dInverno-C-e-Bennetebook/dp/B00NN0D4XO/ref=sr_1_1?s=books&ie=UTF8&qid=1411073273&sr=1-1&keywords=solstice
Link iTunes
https://itunes.apple.com/it/book/solstice-lincantesimo-dinverno/id919765311?mt=11
Link Feltrinelli ebook store
http://www.lafeltrinelli.it/ebook/cea-bennet/solstice-l-incantesimo-d-inverno/9786050322057

 

GoldSeparator

 

COME PARTECIPARE AL BLOGTOUR promosso da http://dolcieparole.blogspot.it/

 

REGOLAMENTO

_________________________________________________________

Il Giveaway avrà inizio il 1/08 e terminerà il 29/08

Il 1/09 verranno proclamati i 3 vincitori (1°/2°/3° posto)

(la data può subire variazioni di qualche giorno)

  • Iscriviti al blog Dolci&Parole (lascia nel commento il nome con cui ti sei iscritto)
  • Lascia la tua e-mail nel commento (Ad ogni partecipante verrà regalato un estratto di Solstice 2, inoltre in caso di vittoria ti scriveremo)
  • Visita il Sito Ufficiale dell’autrice e metti mi piace alla sua pagina Facebook o segui su Twitter
  • Condividi il link del Giveaway sui social che preferisci
  • Rispondi ad una di queste domande:

       1)   Se potessi scegliere quale potere ti piacerebbe avere? Perché? 

       2)  L’amore impossibile ha ancora il suo fascino o è stato superato dai modelli che l’editoria ha proposto negli ultimi anni?

       3)  È possibile custodire un segreto o prima o poi la verità viene sempre a galla?     

          

Le risposte più belle saranno individuate dall’autrice e messe sul sito ufficiale di Solstice, 
nonché proclameranno i tre vincitori sul podio del Solstice Tour

Premi

_________________________________________________________

(Clicca sulle copertine per scoprirne la trama)
1° PREMIO

Solstice – L’incantesimo d’inverno di C.E.A. Bennet

+ 2 ebook a scelta

2° PREMIO

Solstice – L’incantesimo d’inverno di C.E.A. Bennet

+ 1 ebook a scelta

3° PREMIO

Solstice – L’incantesimo d’inverno di C.E.A. Bennet

PER TUTTI I PARTECIPANTI

Solstice vol. 2 – Equinozio di primavera Estratto Anteprima 

di C.E.A. Bennet

(4 capitoli)

Blog tour

_________________________________________________________

Le data e i blog dal 1/08 al 1/09 

(Non è obbligatorio seguire il Blog Tour)

I blog che parteciperanno al Solstice Tour (in ordine cronologico).

Vi invitiamo a visitare tutti i blog della tappa!!!

NEL CERCHIO DEL TEMPO |   LIBRO FATATO |  DREAMING FANTASY |

SE SOLO SAPESSI DIRE |  EMOZIONI DI UNA MUSA |  L’ARCIPELAGO DEI PENSIERI |

 BRICIOLE DI PAROLE |  LEGGENDO ROMANCE |  DIVORATORI DI LIBRI

NOTA
Si ringraziano di tutto cuore le meravigliose blogger che hanno messo a disposizione il loro tempo e la loro passione, inoltre vogliamo fare un grande augurio e ringraziare le scrittrici che ci hanno permesso di mettere in palio il frutto del loro straordinario impegno. Grazie a tutti!!!

Grazie a voi, Chiara e C. E. A Bennet!

E che Solstice sia uno strepitoso successo!

Federica

Share
E i Dioscuri accarezzarono la Terra

E i Dioscuri accarezzarono la Terra

Federica Leva
9 giugno alle ore 18.08 ·

1) PRESENTAZIONE DEL RACCONTO “E I DIOSCURI ACCAREZZARONO LA TERRA” DELL’AUTRICE FEDERICA LEVA – TEAM “LETTORI COME STELLE”

 

Il mito è il fondamento della vita,
lo schema senza tempo,
la formula secondo cui la vita
si esprime quando fugge
al di fuori dell’inconscio
(Thomas Mann)

Buongiorno a tutte! Per la sezione dedicata ai racconti, ho già segnato alcuni titoli dei miei racconti… quindi, preparatevi, sarò spesso con voi, da qui a fine luglio!
Emoticon grin
In questo primo incontro, vi propongo “E i Dioscuri accarezzarono la Terra”. Un titolo strano, commenterete, di che si tratta? Ve lo spiego subito. Lo scorso anno, sono stata contattata da Anna Grieco per partecipare a un’antologia dedicata ai Figli di Zeus. Bisognava scegliere un personaggio mitologico da un elenco precompilato e costruirgli attorno una storia ambientata nel nostro tempo. Io ho scelto Castore e Polluce e ho pensato a una storia che li vedesse protagonisti entrambi, ma senza superare il numero di battute imposto. Il racconto che è uscito ha superato le selezioni e ora apre l’antologia che verrà pubblicata a giorni dalla GDS edizioni, inizialmente in formato ebook, e poi anche in cartaceo.
Perché ho scelto proprio Castore e Polluce? Ho sempre avuto un debole per i gemelli e quando posso ne infilo qualcuno nelle mie storie. Mi piace il legame intenso, unico e puro, che li unisce, almeno idealmente. Anche quando si odiano, come ho architettato in un mio romanzo, sono legati da un sentimento forte, indissolubile. I Castore e Polluce di questo racconto si amano profondamente, come i gemelli del mito. Soprattutto Polluce è disposto a qualunque cosa, per proteggere il fratello, che si è esposto a un pericolo mortale. Soli in un mondo diverso da quello in cui sono cresciuti, oltre tremila anni prima, e lontani dallo sguardo benevolo di Zeus, devono sopravvivere al loro passato, che li bracca come una belva famelica. Purtroppo, ciò che è stato non si può cancellare e ritornerà… La Costellazione dei Gemelli è destinata a scomparire per sempre?

Dalla prefazione:
“Zeus crebbe forte e coraggioso e, quando divenne finalmente adulto,ingannò Crono e lo costrinse a vomitare i suoi fratelli. Si scatenò così una guerra sanguinosa tra i figli di Crono e i Titani. Zeus riuscì a vincere solo grazie all’aiuto dei Ciclopi che aveva liberato dal Tartaro, dove imprigionò a sua volta suo padre e i Titani.
Divenuto nuovo signore indiscusso, Zeus elesse sua dimora il Monte Olimpo e vi andò ad abitare con i suoi fratelli e i figli che generò in seguito (da qui la denominazione di Dèi Olimpici).
Noi vi narreremo appunto le gesta di alcuni di questi suoi figli, giunti fino ai giorni nostri…
Anna Grieco-Irene Grazzini

Nei prossimi post, vi parlerò della trama e di come ho gestito i personaggi. A più tardi!

foto di Federica Leva.

Ho sempre avuto un debole per i gemelli. Mi piace il legame intenso, unico e puro, che li unisce, almeno… Condividi il Tweet

Federica Leva
10 giugno alle ore 11.20 ·

2) PRESENTAZIONE DELL’AUTRICE FEDERICA LEVA, DEL TEAM “LETTORI COME STELLE”

Eccoci di nuovo insieme, per parlare de “E i Dioscuri accarezzarono la Terra”. Come vi ho anticipato, i protagonisti sono Castore e Polluce. Gemelli, simili nell’aspetto e legati da un amore forte e tenace, ma profondamente diversi nella loro natura: Castore era mortale, mentre Polluce era beneficiato del dono dell’immortalità. Com’è possibile? Le leggende sono fantasiose, sotto questo aspetto. La favola più diffusa racconta che la madre dei due ragazzi, la Regina Leda, fosse stata ingravidata prima da Zeus – che l’aveva sedotta sotto forma di cigno! – e poi dal marito. Da queste due unioni, avvenute nel corso della stessa notte, sarebbero stati concepiti due bambini con padre diverso… Un po’ come accade con i gatti 😀
. Polluce, figlio del cigno Zeus, avrebbe ereditato l’immortalità; Castore, semplice figlio di un re mortale, sarebbe stato destinato a morire come un uomo qualsiasi. Le leggende raccontano che quella notte furono concepite anche Elena e Andromaca, chi dentro l’uovo di cigno deposto da Leda (!!!), chi secondo le vie naturali – non chiedetemi nulla, vi prego… – ma adesso soffermiamoci solo sui due maschietti. A dispetto della confusione sulla loro paternità, Castore e Polluce crescono assieme alla corte di Sparta, sono avvenenti, simili come gemelli e uniti da un forte amore. Nella mia storia, li ho immaginati uguali, nell’aspetto, a differenza del colore degli occhi: azzurri, quelli di Castore e verdi quelli di Polluce.
Il racconto si apre con la scomparsa della Costellazione dei Gemelli, una notte di febbraio. All’improvviso, nel cielo rimane un vuoto oscuro che gli astronomi, allibiti, non riescono a spiegarsi. Nell’istante in cui le stelle sfiorano la terra, in un vicolo di Roma prendono forma due giovani nudi. Polluce è smarrito, non capisce che cosa sia successo, ma Castore è felice. È stato lui a rinunciare all’immortalità per ritornare sulla terra, attratto da qualcosa che non vedeva da millenni. Qualcosa che aveva amato intensamente e che credeva di aver perduto, per sempre.

“Al suo fianco, incurante della brezza pungente che scendeva dal colle, Castore balzò in piedi, raggiante. «Ce l’ho fatta!» esultò. «Siamo tornati uomini».
Anche Polluce si rialzò, fissandolo stupefatto. «È stata la tua volontà a strapparci al cielo, fratello mio?» balbettò. «È follia! Hai forse dimenticato che il grande Ade stava per chiamarti nel suo regno, prima che Padre Zeus ti unisse a me per l’eternità?».
Castore si passò una mano sul fianco sinistro, dove avrebbe dovuto spiccare una ferita mortale. Il suo corpo era bello e illeso, come lo era stato prima che la spada di suo cugino Linceo lo trafiggesse, durante il loro ultimo scontro.
«In me scorre la tua immortalità, mio amato Polluce» rise, felice. «Tenendomi abbracciato a te, negli immensi spazi del cielo, mi hai reso un semidio al pari tuo».
Si accostò d’un passo al fratello e, con un gesto che gli era sempre stato abituale, quand’erano in vita, gli sfiorò le labbra con le proprie.
«Schifosi, porci, pervertiti, ricchioni senza vergogna!».
Prima che Polluce se ne accorgesse, una mano vigorosa l’aveva afferrato per la spalla, costringendolo a voltarsi. Non ebbe tempo di vedere l’uomo in volto, e sentì un gancio colpirlo alla mandibola, facendolo vacillare all’indietro. Castore lo sorresse, evitando che cadesse a terra.”

Segue uno scazzottamento con il passante. Non a caso, sarà Polluce a metterlo al muro, dal momento che la leggenda lo esalta come un abile pugile.

“Castore afferrò il volto del fratello, con sollecita premura, e lo esaminò alla luce del lampione. «Sei ferito… Non era mai successo, prima d’ora».
Polluce sentì in bocca un sapore amaro. Si passò il palmo aperto sulle labbra e la pelle si macchiò di sangue… il segno della mortalità.
«Forse è come hai detto tu, caro fratello» mormorò. «Mentre eravamo abbracciati in cielo, tu hai preso parte della mia immortalità ed io parte della tua umanità».
«Saprò farmi perdonare per questo furto involontario» gli assicurò Castore e i suoi occhi azzurri brillarono come giovani stelle.
«Ti cedo volentieri la mia immortalità, se può servire a darti gioia. Ma perché siamo qui?».
«Non lo immagini?». Gli strizzò l’occhio, con un sorriso dolce e astuto a un tempo. «Per una donna, naturalmente».”

Chi è la donna che ha strappato i Dioscuri dal cielo? E perché?
Lo si scoprirà nel prossimo post che pubblicherò in serata. Mio papà vuole andare in bicicletta, è da questa mattina che mi fa telefonare da mia mamma per convincermi… A più tardi!

foto di Federica Leva.

Federica Leva
10 giugno alle ore 17.15 ·

3) PRESENTAZIONE DELL’AUTRICE FEDERICA LEVA, DEL TEAM “LETTORI COME STELLE”
Una donna. Così si concludeva il post precedente. Poteva forse mancare una storia d’amore? No! Secondo la leggenda, Castore viene ucciso per aver sedotto e impalmato Ilaria, la promessa sposa di suo cugino Linceo. Nel mio racconto, Castore non ha mai scordato la dolcezza della moglie, né le brillanti sfumature dei suoi grandi occhi verdi. Trascorrono i millenni e lui danza nel cielo abbracciato al fratello, cullato dai ricordi, fino a quando incontra gli occhi di una giovane astronoma, che lo scrutano attraverso un telescopio. È lei! Non sa come, ma Ilaria è ritornata alla vita, e lui spasima per riabbracciarla. Rinuncia all’immortalità e ritorna sulla Terra, affiancato da Polluce. Nudi, i due fratelli chiedono asilo in una chiesa, facendo quasi svenire le suore raccolte in preghiera; poi, quella notte stessa, mentre Polluce riposa nel dormitorio del vecchio convento, Castore si reca all’osservatorio di Roma, per incontrare la sua amata. Quando la vedrà, però, avrà un’amara sorpresa. Non solo. Prima che sorga l’alba, la traccia della mortalità ritorna a riaprirsi nel suo corpo, facendo sanguinare la ferita che l’aveva ucciso oltre tremila anni prima.
I problemi non finiscono qui, e una settimana più tardi i due gemelli ricevono una visita inattesa. Una visita fatale. E questa volta, sembra che nulla li possa più salvare dalla morte e dall’oblio.

“Stava per morire. Aveva bendato la ferita con le garze sottratte all’infermeria del convento, ma il sangue gli stava inondando il maglione, sotto il cappotto. Con le ultime forze, scese sulla spiaggia dove Ilaria osservava il cielo con il suo telescopio. Un fuoco scoppiettava, al riparo di un muretto, intrecciandole nei capelli gli spettri di capricciose vampe dorate.
Le si avvicinò con passo strascicato, la mano premuta sul fianco sinistro. Lei si staccò dal mirino,
con un sorriso. «Castore! Sono così felice di vederti… ma che hai?»
Gli corse incontro, spaventata dalla smorfia di sofferenza sul suo viso, e lo aiutò a sedersi accanto al fuoco, su un masso piatto.
«Che ti succede? Stai male?»
«Sto morendo» Non conosceva un altro modo per dirle la verità. Non le lasciò il tempo di parlare e le prese una mano nelle sue. «Ilaria, ascoltami.»
«Mi chiamo Myriam…»
«So che non mi riconosci, ma questo non cambia le cose, amore mio» Non era la febbre, a fargli bruciare gli occhi, ma l’immensa passione che provava per lei. «Ti ho portato nel cuore per oltre tremila anni e ti amerò per sempre, anche se il mio ricordo si è spento, in te.»
Myriam non riusciva a capire. «Castore, che cosa…?»
«Ho lasciato il cielo per trovarti e sono stato felice di aver potuto contemplare il tuo volto da vicino, ancora una volta» Sollevò una mano e le accarezzò dolcemente il viso. «Il prezzo da pagare non è troppo alto.»
Si drizzò un poco e, prima che lei potesse sottrarsi, le catturò le labbra con un bacio.”

[..]

“«Ilaria…» chiamò Castore.
Lei lo raggiunse di corsa. Lui le prese una mano e non la lasciò nemmeno
quando Polluce entrò in acqua e lo adagiò fra le onde. «Ti amo» le sussurrò. «Ti amerò per sempre».
Myriam non riuscì a parlare, ma gli strinse la mano con forza. Castore accennò un sorriso. Che l’avesse riconosciuto o no, era sicuro che lei l’amasse ancora. Non aveva fallito, dunque…”

E con questo, ho terminato la presentazione di “E i Dioscuri accarezzarono la Terra”. Se avete domande o curiosità, chiedete pure!
Buona serata!

Federica Leva

GoldSeparator

Share

ODIO LA MAGIA!

____________________

Buonasera a tutti!

Oggi vi propongo il racconto fantasy gratuito “Odio la Magia” di Guido de Palma. Io sono già incuriosita… e voi?

Guido De Palma è un ragazzo sulla trentina che attualmente vive a Milano. Ama la buona musica, i bei giochi e il buon cibo. Ha un gatto di nome Gandalf e una Musa, che l’aiutano (o infastidiscono, a seconda dei casi) quando si occupa di ciò che ama più di tutto: scrivere storie Fantasy.

                                                              

Quattro amori, quattro uomini diversi, quattro prove del cuore. Finché la Magia, che non aveva mai amato, le darà il dono più grande: un figlio, il cui destino è scritto nelle pagine del Tempo.
La villa dei Ludansel di Vorenn era l’unico posto in cui Elydia ricordava di essere vissuta. Dall’età di quattro anni, zio Limak l’aveva presa a vivere con sé. Era cioè diventata una sua proprietà, come i vasi di porcellana e le statue di marmo rosa, come la governante, la cuoca e il resto della servitù, di cui a stento aveva imparato i nomi. Conosceva bene invece quello del suo Maestro, Falibor.
“Non potevo rifiutare un ordine del re,” si giustificò il Mago davanti a Limak.
Lei stava origliando la conversazione con la chiaroudienza. Da piccola non le piaceva la Magia, anzi la odiava.
“Il Dono va coltivato,” le aveva sempre detto Falibor, spingendola a provare e riprovare. Aveva avuto una pazienza infinita con lei. E ora se ne voleva andare?
Elydia aveva immaginato che il libro fosse un gufo e gli aveva fatto battere le ali. La copertina si era chiusa con un sonoro tonfo. Poi il tomo si era sollevato e aveva fluttuato nell’aria, leggiadro come una piuma.

*

“Vorrei chiederti una cosa,” gli aveva detto Elydia alla fine.
Raon era parso preoccupato. Si era umettato le labbra color pesca, incurvandole. Erano come una ‘S’ piegata e allungata; l’avevano colpita subito.
“Allora?” aveva insistito Elydia.
Il ragazzo alla fine aveva ceduto. “Dite pure! Ma fate presto ché devo tornare nelle cucine!”
“Un bacio, vorrei un bacio. Da te!”

*

La figura di Jonthar troneggiava in mezzo a due uomini insignificanti. Era scuro di capelli e di carnagione. Ma non era l’abbronzatura delle persone che passano tutto il giorno sotto il sole; era proprio la tonalità della pelle. Una barba cortissima scendeva dalle basette fino al pomo d’Adamo, ricoprendo le guance, il prolabio e il mento, dove era più densa, così addolciva i lineamenti squadrati del suo viso. Era attraente, in un modo diverso da Raon e da Dórel, ma non di meno.

*

“Quando due incantesimi s’incontrano,” le spiegò Jonthar, “i Maghi vedono l’uno il marchio dell’altro. Basta saperlo leggere.” E le sorrise di nuovo, spazzando via le sue ultime remore.
“Insegnami a farlo.” La missione per l’Ordine perse improvvisamente d’importanza. Stava correndo un rischio enorme, eppure si sentiva al sicuro nel suo abbraccio. Glielo insegnò. E le insegnò anche cosa vuol dire essere amati davvero.
Elydia si lasciò vincere dall’amore, ancora una volta. Ma c’era qualcosa di diverso in lui.

*

“Sono qui, cara.” L’inconfondibile fragranza agrumata aveva preceduto la voce di Jonthar.
“Lo vedo e lo sento,” rispose lei, mentre gli correva incontro.
Quelle furono le ultime parole che scambiarono. Poi, contò solo il linguaggio dei loro corpi. Si amarono, e non esistettero più confini; non c’erano più Draal, Yantar, o Hanorak. Come l’Aria per il Fuoco, lei non poteva vivere senza di lui. E come la luce non può esistere senza l’oscurità, così Elydia incarnava l’ultimo baluardo di speranza nella vita di Jonthar che – dopo il Cataclisma – non era stata più la sua. Infine l’Acqua riempì tutti gli anfratti della Terra. Gli elementi si fusero nella magia d’unione più
antica del mondo. La stella entrò nel cerchio, che l’abbracciò e l’accudì.
L’avrebbe fatto per nove mesi.

La ANKAN Saga è una dilogia di romanzi autoconclusivi, ma temporalmente sequenziali, di prossima pubblicazione (probabilmente nel 2016, anche se l’edizione inglese del primo volume, intitolato verrà pubblicato in maniera indipendente quest’estate). Non è previsto un seguito, ma è in lavorazione uno spin-off con un diverso protagonista, il Dio Wel.
La saga è ambientata nel mondo secondario di Varda; non esistono legami con il nostro. Tuttavia, l’ambientazione non è troppo aliena rispetto alla realtà di un giovane lettore. Il mondo, formato da un continente principale e alcune isole, presenta uno sviluppo tecnologico tardo-medievale, cui ha fornito notevole impulso la presenza della magia. La mitologia si ispira in larga parte a quella slava, con alcune aggiunte frutto della fantasia dell’autore. Particolare cura è stata prestata alla coerenza geopolitica, alle razze (tutte umane) che popolano le varie regioni e alla toponomastica.
Sta per essere ultimato un sito web informativo all’indirizzo www.ankan.org, contenente tra l’altro ritratti dei personaggi e una cartina dettagliata del mondo (allegata in fondo, in scala ridotta). Nel frattempo, potete seguire il sito web dell’Autore: www.guidodepalma.com.
Ankan, il protagonista indiscusso della Saga, non è un eroe riluttante, anzi non lo si può proprio definire un eroe – è solamente un ragazzo. Estremamente intelligente, proattivo, testardo e anche un po’ egoista, è capace sin da piccolo di prendere decisioni e di affrontarne le conseguenze. Anche se possiede un potere immenso nelle proprie mani, non è infallibile e le difficoltà che dovrà superare cresceranno parallelamente alle sue abilità. Il suo percorso di maturazione sarà lungo e doloroso.
Nell’anteprima del romanzo “Il Potere Invisibile” si scopre che quando piccolo Ankan scopre i propri straordinari poteri e tenta di controllarli, fallisce, causando la morte dei suoi genitori. Ignaro che la magia sia proibita nella Repubblica di Draal, viene scoperto e condotto in esilio…

 

Amazon: http://www.amazon.it/Odio-La-Magia-Guido-Palma-ebook/dp/B00VCHQR5M/
Sito dell’Autore: www.guidodepalma.com


 

Share

TrueFantasy commenta “Echi dalle Terre Sommerse”

Buon martedì a tutti!

Qualche giorno fa, è uscita la prima recensione ufficiale del mio romanzo fantasy “Echi dalle Terre Sommerse“, firmata TrueFantasy.
Ringrazio il recensore (Serena Zulian) e la redazione del blog per questo gradito “regalo di Pasqua”.

 

 “Un buonissimo romanzo, in un mondo ben creato e con personaggi che si muovono secondo logica nel mondo creato dalla Leva. Bisogna iniziare subito con il dire che il discorso e la narrazione sono molto chiari anche quando si parla di questioni complicate come le successioni dinastiche o le fragili alleanze che costellano Misrenea. Eppure, anche in questi due casi non si ha l’impressione di sentirsi staccati dalla storia; le informazioni, al contrario, si amalgamano bene con il resto della narrazione e risultano piacevoli a leggersi, senza una noiosa aura di “spiegone”.

 

LEGGI TUTTA LA RECENSIONE SU TRUE FANTASY

o scaricala qui:

[sdm_download id=”3182″ fancy=”1″]

:

Un buonissimo romanzo, in un mondo ben creato e con personaggi che si muovono secondo logica Condividi il Tweet

:

 

Anteprima del romanzo. La numerazione delle pagine potrà sembrarvi strana, ma la spiegazione è semplice: ho estratto i capitoli dal mio libretto: “La Signora del Graal”, in cui ho inserito gratuitamente i due primi due capitoli di “Echi”.

Se usi un pc, clicca qui per sfogliare l’intervista come se fosse una rivista. Ingrandisci a tua scelta, per leggere comodamente le pagine.

Echi dalle Terre Sommerse, anteprima

Se invece usci un dispositivo mobile o se preferisci scorrere le pagine come se fossero diapositive, clicca qui:

"Echi Dalle Terre Sommerse", anteprima

 

Clicca qui, invece, per una lettura più spartana ma chiara dell’anteprima:

[sdm_download id=”2235″ fancy=”1″]

 

Share

Kasara degli Harana e Krysalide

9) PRESENTAZIONE DELL’AUTRICE FEDERICA LEVA DEL TEAM LETTORI COME STELLE.

Buonasera Stelline e lettori. Concludo la presentazione di “Echi dalle Terre Sommerse” presentando uno dei miei personaggi preferiti, Kasara, e Krysalide.

Questi due personaggi appartengono all’antefatto del romanzo, ma sono fondamentali sia per le basi della storia sia per il suo sviluppo. Sono vissuti dodicimila anni prima degli eventi narrati in territori formati da enormi pianure e dolci colline. Kasara è un giovane re, alto, muscoloso, con lunghi capelli neri e gli occhi color smeraldo. È amico dei lupi, che addestra per la guerra e per la caccia. Ha un’indole passionale e allegra, ha cinque mogli, fra cui una schiava sterile a cui vuole bene, e che tiene al suo fianco anche se le leggi del suo popolo prevedano che la ripudi. Viene tradito da un alleato e vede la sua città ardere e cadere, mentre lui e i sopravvissuti vengono condotti via in catene. Dopo due anni di prigionia, si innamora perdutamente di una fanciulla velata. Per portarla via e per salvare i figli che l’ultima moglie gli ha dato, organizza una rivolta, che si conclude con una sconfitta. La fanciulla muore e Kasara maledice il Dio della città, giurando che sarebbe ritornato per vendicare lo scempio del suo popolo e la fine del suo amore. Sulla sua maledizione, la terra trema e si sgretola negli abissi. Dai resti di quelle terre immense, anni più tardi sorgeranno gli arcipelaghi in cui è ambientata la storia principale.

  Il collage grafico è stato realizzato da me con immagini reperite nel web e che hanno lo scopo di dare esclusivamente un’idea del personaggio presentato in questa pagina.

 

Krysalide è la fanciulla di cui Kasara si innamora durante la prigionia a Kail’Mass. È una sapiente, una figura particolare che verrà sviscerata nel secondo romanzo. Vive nella Casa dei Mirti, indossa solo abiti di veli e perle, e porta il volto sempre coperto, come è d’obbligo per le donne del suo rango. Vede Kasara per la prima volta quando il re viene torturato nell’arena, durante la prima rivolta degli schiavi. Non è la sua bellezza, pur notevole, a incantarla, ma il suo cuore e la nobiltà del suo animo. D’allora, si prende cura delle sue mogli e dei gemellini dello schiavo-re, e lui, commosso dalla sua generosità, la cerca ogni giorno, fino a innamorarsi di lei. Il loro amore è puro, e riescono a condividerlo solo per qualche ora. Krysalide viene uccisa dal Dio della città durante la rivolta degli schiavi e la sua morte spinge Kasara a pronunciare una maledizione che verrà accolta e metterà in moto la ruota del karma. La sua somiglianza con Sheraen è ragguardevole e non è casuale. Sheraen discende dalle antiche sapienti, e ha i loro stessi occhi di ametista e i capelli bianchi.

Il collage grafico è stato realizzato da me con immagini reperite nel web e che hanno lo scopo di dare esclusivamente un’idea del personaggio presentato in questa pagina.

     

KASARA

 

KRYSALIDE

 

 

Presentazione COMPLETA del romanzo!

[sdm_download id=”3040″ fancy=”1″]

 

Share

Marlifer, il sopravvissuto e Ger, l’Apostata.

8) PRESENTAZIONE DELL’AUTRICE FEDERICA LEVA DEL TEAM LETTORI COME STELLE.

Penultimo post della presentazione di “Echi dalle terre Sommerse”.
Proseguiamo con due personaggi “negativi”. Nota: Marlifer non ha la pelle blu 🙂

Marlifer. Uno dei pochi maghi sopravvissuti alle Guerre di Magia. Come Volèn e Astrid, ha perso i suoi poteri ma invecchia molto lentamente. Ha i capelli brizzolati, gli occhi grigio-verdi e la voce musicale. È animato da un indomabile spirito di vendetta ed è disposto a mettere a ferro e fuoco tutti i regni, pur di stanare i suoi vecchi compagni di Gilda e ucciderli. Quale sia il torto che ha subito, ancora non è reso noto, e lo si scoprirà più avanti. Nel primo romanzo, Marlifer stringe una sordida alleanza con Ger, l’Apostata del grande Dio di Rovanea, per ottenere il sostegno militare di Myrdrassa contro gli arcipelaghi di Misrenea. È mentore di Damon, il nipote del re.

.

Ger, l’Apostata. Membro dei Dodici, il Cerchio degli Adepti del dio Ályshan, abbandona l’Ordine quando propone di servire il dio che si sta risvegliando, rinnegando gli Dei di Misrenea. È sinceramente convinto che questo salverebbe gli arcipelaghi dai maremoti e dai sovvertimenti delle stagioni, ma i suoi compagni lo accusano di eresia. Furente, abbandona Rovanea e raggiunge Damon e Marlifer in Valmādria, dove stringe alleanza con Marlifer. I suoi rapporti con Damon sono invece ostili. Ger considera Damon un illuso, la magia è solo un ricordo e nemmeno lui potrà richiamarla nel mondo. Prima della fine del romanzo, Ger salpa per l’Impero di Myrdrassa, perché ha capito che il nuovo dio si rivelerà a quel popolo, e il suo clero lo appoggerà.

Il collage grafico è stato realizzato da me con immagini reperite nel web e che hanno lo scopo di dare esclusivamente un’idea del personaggio presentato in questa pagina.

 

 

Presentazione COMPLETA del romanzo!

[sdm_download id=”3040″ fancy=”1″]

Share

Damon Randeran, l’aspirante Shelavin

Proseguiamo con la nostra presentazione

7) PRESENTAZIONE DELL’AUTRICE FEDERICA LEVA DEL TEAM LETTORI COME STELLE. Damon Randeran. Alto, capelli color della notte, occhi blu zaffiro. Affascinante e colto. È cugino di Tresan da parte di madre. È anche nipote ed erede del Re, ma all’età di undici anni lascia la corte per seguire un saltimbanco che ha promesso d’insegnargli la nobile e perduta Arte Shelavin (la magia). Damon ambisce a ereditare il trono dell’immenso arcipelago, ma senza rinunciare al sogno di diventare un mago. Per anni si sforza di apprendere, e riesce perfino a compiere qualche piccolo prodigio, ma ogni cosa ha un prezzo. Marlifer, il suo mentore, gli chiede di mettere a ferro e fuoco ogni regno, ogni isola e ogni città per stanare Astrid e Volèn, colpevoli di qualche misfatto che Damon ancora ignora. Damon, certo di avere le doti per risvegliare la magia, accetta. Poi accade un evento inatteso. Marlifer si interessa a Tresan e a volte, con crudeltà, osserva che forse ha portato con sé il ragazzo sbagliato. Affranto al pensiero di dover rinunciare ai suoi sogni di grandezza e offeso dallo sprezzo del mago, Damon sente nascere in sé un odio implacabile verso il cugino. Non gli basterà disonorarlo e rovinargli la carriera militare, per trarne soddisfazione. Vuole la sua testa, e un giorno, giura, l’avrà.
Il collage grafico è stato realizzato da me con immagini reperite nel web e che hanno lo scopo di dare esclusivamente un’idea del personaggio presentato in questa pagina.

 

Presentazione COMPLETA del romanzo!

[sdm_download id=”3040″ fancy=”1″]

Share

Volèn dell’Unicorno Impennato

E oggi conosciamo anche Volèn, lo zio di Astrid.

6) PRESENTAZIONE DELL’AUTRICE FEDERICA LEVA DEL TEAM LETTORI COME STELLE. Volèn – Volènanthiel dell’Unicorno Impennato. Alto, robusto, capelli e occhi grigi, barba corta e bianca – l’immagine non lo descrive appieno, ma non ho trovato nulla che si avvicini davvero all’aspetto che ho scelto per lui.
È lo zio di Astrid, ed è più anziano di lei. A volte indossa tuniche azzurre, altre volte sembra un guerriero. Mille anni prima ha edificato un’Accademia Militare, sulle pendici del vulcano Gwire – spento – e d’allora si è occupato dell’addestramento delle Guardie Scelte del Re. E’ anche uno studioso e ha capito che i terremoti e i maremoti che colpiscono le isole degli arcipelaghi non sono casuali, ma è come se qualcuno si stesse risvegliando, dal fondo degli oceani, liberandosi a poco a poco della coltre di mare che lo ricopre. Intuisce che la ruota del Karma ha avvicinato Tresan a uno spettro sconosciuto, ma solo quando il ragazzo ha ormai ventidue anni riesce a portarlo nella sua torre, per far luce sui fatti che stanno insanguinando la sua vita. Sarà lui, indirettamente, ad aiutare Tresan a capire quale legame lo unisca all’anima del Maledetto.
I suoi segreti e il suo passato verranno svelati a poco a poco durante la saga.
Il collage grafico è stato realizzato da me con immagini reperite nel web e che hanno lo scopo di dare esclusivamente un’idea del personaggio presentato in questa pagina.
.

Presentazione COMPLETA del romanzo!

[sdm_download id=”3040″ fancy=”1″]

Share
Astrid, la Donna del Serpente

Astrid, la Donna del Serpente

Buonasera! Eccoci arrivati a metà percorso. Dopo aver conosciuto Tresan e Sheraen, oggi incontriamo un’altra importante figura femminile della saga: Astrid, la Donna del Serpente.

 

5) PRESENTAZIONE DELL’AUTRICE FEDERICA LEVA DEL TEAM LETTORI COME STELLE

Ha capelli fulvi e mossi, e gli occhi argentati. È stata una grande maga, nei tempi in cui la magia scorreva nella linfa della terra ma ha perso i suoi poteri durante una terribile lotta di magia, 1600 anni prima degli eventi narrati nel romanzo. Dopo la strage dei maghi e la scomparsa della magia, ha conservato soltanto il privilegio di invecchiare molto lentamente, e anche se ha quasi 3000 anni, ne dimostra poco più di 30. È una Magistra esperta in medicina, riconosciuta e rispettata anche nella capitale del regno. Anni prima, è stata la più cara amica della madre di Tresan, e quando il ragazzo ha tredici anni si impone nel palazzo degli Hardan come sua istitutrice. Le discussioni con Aldric, il padre di Tresan, sono frequenti, ma Astrid ha un temperamento forte e inflessibile: anche se Aldric rifiuta di inviare il figlio fra le Guardie Scelte del Re, sarà lei a educarlo alle arti militari e spirituali che si apprendono nell’Accademia di Aldemar. Ha visto la Mappa Astrale del ragazzo, e sa che è gremita di Stelle Cacciatrici. Non sa che cosa significhi, ma nessuna mappa è mai stata tanto infestata da quelle stelle di sventura, nemmeno nei tempi in cui la terra era percorsa dalla magia. Ha compreso che il risveglio di spettri antichi stravolgeranno il futuro di Tresan, e vuole che il ragazzo sia pronto ad affrontare le insidie che lo colpiranno. In più occasioni cerca di convincere Tresan, ormai adulto, a cercare protezione ad Aldemar e dovrà utilizzare un pericoloso stratagemma, per farsi obbedire. O le lacrime o il suo sangue, decide. E sceglie il suo sangue.

Il collage grafico è stato realizzato da me con immagini reperite nel web e che hanno lo scopo di dare esclusivamente un’idea del personaggio presentato in questa pagina.

Astrid, la Donna del Serpente – “Echi dalle Terre Sommerse”

 

[sdm_download id=”2785″ fancy=”1″]

 

 

Presentazione COMPLETA del romanzo!

[sdm_download id=”3040″ fancy=”1″]

 

Share
Sheraen Vestren di Rovanea

Sheraen Vestren di Rovanea

4) PRESENTAZIONE DELL’AUTRICE FEDERICA LEVA DEL TEAM LETTORI COME STELLE.

Buongiorno, Stelline. Dopo avervi presentato la sinossi di “Echi dalle Terre Sommerse”, il booktrailer e Tresan Hardan, oggi vi presento Sheraen Vestren, una delle protagoniste femminili della Saga.

 

Nata albina in una famiglia di Sottocavalieri – la nobiltà decadente di Rovanea -, viene considerata una sventura dal padre, che la condanna a morte all’età di otto anni. Ma la bambina non deve morire. La sua carta della nascita è inquieta e alcune stelle della sua Casa sono legate a quelle di Tresan. Salvata e portata all’Accademia dei Confidenti del Regno, la bambina cresce e diventa un’abile spia. All’età di sedici anni sviluppa il raro dono della telepatia, che le consente di entrare nella mente delle persone e di piegarle alla sua volontà, ma purtroppo non riesce a fare in modo che le vittime non si accorgano della sua invadenza. Pertanto, non può usare questo talento durante le sue missioni, eppure accetta ugualmente gl’incarichi più pericolosi, sopportando ogni tipo di violenza e umiliazione, pur di raccogliere le informazioni necessarie al regno di Rovanea.
Il primo volto che scorge, il mattino del suo sedicesimo compleanno, è quello di Tresan, e capisce che dovrà prendersene cura, perché così vogliono gli Dèi. Sheraen si ribella. Perché dovrebbe far da balia a un mezzo contadino che vive su un’isola lontano da lei? D’accordo, il ragazzo è affascinante, ha occhi profondi e la bocca ha una piega sensuale, ma lei è una spia, non la sua custode! A poco a poco, però, i suoi sentimenti cambiano e quando Tresan si sposa con la cugina del suo migliore amico assiste con dolore alle loro nozze. Ma sperare in un legame, con lui, sarebbe stato comunque folle. Lei è solo un’orfana senza dote e non ha la bellezza esuberante della donna che Tresan ha scelto per la vita. Perché mai lui dovrebbe alzare il suo sguardo su una creatura indegna come lei? Protetta dal suo potere, Sheraen accompagna Tresan in altri momenti della sua vita, e una notte, mentre lui prega in un cimitero, gli si rivela per qualche istante aprendo gli occhi nel cielo. Lui scorge due meravigliose stelle color ametista brillare fra la costellazione della sua Casa, e ne rimane affascinato. Quando si incontreranno…

 

Il collage grafico è stato realizzato da me con immagini reperite nel web e che hanno lo scopo di dare esclusivamente un’idea del personaggio presentato in questa pagina.

Sheraen Vestren – “Echi dalle Terre Sommerse”

 

[sdm_download id=”2777″ fancy=”1″]

 

Presentazione COMPLETA del romanzo!

[sdm_download id=”3040″ fancy=”1″]

 

Share
Tresan Hardan di Elvaner

Tresan Hardan di Elvaner

Buongiorno!

Terzo giorno di presentazione di “Echi dalle Terre Sommerse”. Iniziamo a conoscere alcuni dei protagonisti che danno vita alla saga. Da chi partire, se non da Tresan Hardan, il carattere più importante della storia?

3) PRESENTAZIONE DELL’AUTRICE FEDERICA LEVA DEL TEAM LETTORI COME STELLE

Tresan è il figlio cadetto del Sopracavaliere di Elvaner, un feudo del grande arcipelago chiamato Misrenea. Nel romanzo lo vediamo crescere dai tredici ai ventitrè anni. Ha un’indole sognante ma determinata.
All’età di undici anni, dopo un breve terremoto scopre in mare quelli che, ai suoi occhi, sono i resti di un’antica città e nei suoi sogni immagina che sul trono di quella città sedesse il leggendario Re d’Ambra, le cui spoglie giacciono nel giardino della Dea. Spera che quel re antico sia un suo avo, e quando trova il frammento di un gioiello, sopra la sabbia, per un attimo ha la visione di un re selvaggio, dai lunghissimi capelli neri e la pelle di bronzo, e si convince che nel suo sangue scorra quello di quel grande guerriero.
La sua venerazione per quell’uomo vissuto dodicimila anni prima non è casuale. Nella sua Mappa Astrale, un’intera costellazione è formata dalle temibili Stelle Cacciatrici, segno che un’anima antica sta per entrare nella sua vita. Tresan ignora chi sia e che cosa voglia da lui. Sa solo di essere sensibile all’influenza nefasta di Athera, la luna sanguigna, anche se in lui non scorre nemmeno una goccia di potere magico. Perché, allora, ogni tre mesi gli ritorna lo stesso incubo e perché, a volte, ha la sensazione di scorgere un antico schiavo che gli sorride? Non può essere quel re… o sì? Se almeno sapesse qualcosa, su di lui! Ma le ballate raccontano soltanto che prima di morire aveva maledetto un dio dimenticato, per vendicare la morte della donna che amava. Anche se davvero quello spettro stesse ritornando per completare la sua vendetta contro un dio, perché dovrebbe cercare proprio l’aiuto di Tresan? Scoprire il suo legame con quello spirito sarà solo il primo passo verso una vita che non avrebbe mai immaginato di vivere.

Il collage grafico è stato realizzato da me con immagini reperite nel web e che hanno lo scopo di dare un’idea del personaggio presentato in questa pagina.

[sdm_download id=”2769″ fancy=”1″]

Presentazione COMPLETA del romanzo!

[sdm_download id=”3040″ fancy=”1″]

Share
Booktrailer ed estratto di “Echi dalle Terre Sommerse”

Booktrailer ed estratto di “Echi dalle Terre Sommerse”

 

Buongiorno a tutti! Eccoci al secondo appuntamento della presentazione di”Echi dalle Terre Sommerse”. La volta precedente avete letto la sinossi e dato una sbirciata alle mappe, mentre oggi ci addentriamo di  un passo nella storia. Vi presento il booktrailer, realizzato con la colonna sonora originale e composta appositamente per questo video dal Maestro Gabriele Caselli.

Pagina Facebook della presentazione: https://www.facebook.com/groups/1527493407528497/permalink/1549038988707272/

 

2) PRESENTAZIONE DELL’AUTRICE FEDERICA LEVA DEL TEAM LETTORI COME STELLE.

Ciao a tutte, Stelline. Come promesso, ecco a voi il booktrailer del romanzo “Echi dalle Terre Sommerse” e un estratto.

BOOKTRAILER https://www.youtube.com/watch?v=gTp8P2SAa2o

ESTRATTO

In questo brano, Sheraen, una giovane spia dei Confidenti del Regno, è in missione nel castello dei Kulldren per svelare gli intrighi del nipote del re, Damon, ai danni della corona. Poiché è albina e non è opportuno che desti l’interesse della corte, si è tinta i capelli d’un orribile arancione carota, indossa una gobba finta e si finge sordomuta. Da sei anni, Sheraen ha scoperto di possedere il dono della telepatia. Il primo volto che ha visto è stato quello di Tresan, il protagonista – e non è un caso – e dopo aver inutilmente cercato di liberarsene, si è accorta di provare un dolce sentimento per lui. Ma il ragazzo ancora non la conosce e si è invaghito della cugina del suo migliore amico e ha insistito per sposarla. Sheraen, vittima del suo stesso dono, è costretta ad assistere alle loro nozze e con dolore riconosce d’essere troppo insignificante per sperare di essere apprezzata da lui. Invece, quando si incontreranno…

 Sheraen non avrebbe voluto assistere a quelle nozze e il pomeriggio del matrimonio lavorò più duramente del solito nelle cucine e al lavatoio, cercando di distrarsi. Le immagini dei preparativi le balenavano nella mente come lampi durante un temporale e dopo aver strappato la tunica del cuoco, a forza di strofinarla e di batterla sulla pietra, salì sugli spalti e sedette fra due merli, le gambe abbandonate nel vuoto. Sotto di lei, il fianco roccioso della collina cadeva a strapiombo nel mare. La celebrazione stava per iniziare e la sua mente era ostinatamente invasa da immagini vivide e prepotenti. Con uno spasmo di dolore, scorse Tresan tendere la mano a Maribelna per accompagnarla nel tempio della Dea Melyss. A tratti, colse alcune scene della cerimonia. Maribelna, vestita con un sontuoso abito di broccato verde, seguiva le parole dell’Eminente Valjr senza muoversi, composta e impassibile come una regina. Al suo fianco, Tresan era raggiante e il modo in cui sorrise alla moglie, mentre l’Abate annodava il nastro nuziale attorno alle loro mani unite, le spaccò il cuore. Era lo stesso ragazzo di cui non si era voluta occupare, sei anni prima, ma dopo averlo sorvegliato tanto a lungo si era illusa che fra loro ci fosse un legame speciale. Qualche volta si era sorpresa a fantasticare sulla sua espressione pensierosa e sulla forma seducente della bocca; ma erano stati sogni insensati. Lui era un nobile e lei un’orfana che i Patriarchi avevano trovato in fin di vita su una spiaggia, all’età di otto anni, e che avevano avuto la compiacenza di allevare come spia. Non ci sarebbe mai stato niente, tra loro, all’infuori di quello che gli Dèi avevano già stabilito.

 Non riuscì ad alzarsi per molto tempo; solo mentre Tresan baciava la sposa davanti al tramonto trovò la forza di raccogliere la ruvida veste da sguattera e di ritornare nello sgabuzzino in cui dormiva. Imbruniva, e gli altri servi si stavano già avviando verso le cucine per cenare. Sheraen passò dal retro per non incrociarli, e si richiuse la porta alle spalle. Si sentiva lo stomaco in subbuglio e non sarebbe riuscita a toccare cibo, tanto meno la minestra insipida e mezza fredda che era costretta a mangiare tutte le sere. S’accostò al pagliericcio, illuminato da una finestrella sporca, e dalla sua sacca trasse una boccetta di latte d’oppio, valeriana e biancospino. Era colma per metà e la bevve d’un fiato. Non voglio che le scene della vostra notte di nozze mi tormentino i sogni. Si distese sulla paglia e rimase a fissare le ragnatele sul soffitto fino a quando non si sentì invadere da un irresistibile torpore. Allora allungò una mano, si tirò la coperta fin sopra la gola e con sollievo s’abbandonò al sonno.

Si svegliò prima dell’alba. Accese una candela e si specchiò in un vetro rotto che aveva appeso al muro, sopra le scope. Mentre finiva di sistemarsi la finta gobba sulla schiena, la porta si aprì e la serva Marièl venne a chiamarla.

«Sei pronta, bambina? Il principe Damon si sveglierà fra poco e vorrà la colazione.»

Lei rispose con una goffa riverenza. Da quando aveva servito durante l’incontro fra Marlifer e Ger, ogni tanto veniva inviata nelle stanze regali per svolgere qualche lavoro di fatica, come rigovernare il salotto di Damon dopo un festino o svuotare la comoda dei principi, e per quanto alcune mansioni le ripugnassero, erano momenti preziosi per avvicinarsi agli appartamenti reali senza destare sospetti. Essendo efficiente e discreta, Marièl la mandava sempre più spesso nell’ala signorile, e lei esultava.

«Non tardare» le raccomandò la donna, gesticolando per farsi capire. «É inutile che tu perda tempo davanti a quel vetro. Sei tanto cara, Tika, ma non sarai mai graziosa. Ti aspetto in cucina.»

Uscì, e Sheraen indugiò per un momento a specchiarsi. I suoi tratti erano appena percepibili, al lume della candela, ma con una stretta al cuore dovette ammettere che Marièl aveva ragione. Non era brutta e in Accademia qualcuno l’aveva perfino corteggiata, ma era una creatura pallida e senza colori. Il duro lavoro e la fame le avevano scavato le guance e da qualche tempo aveva cerchi scuri sotto gli occhi. Anche se Ger fosse rimasto al castello, invece di partire per Myrdrassa, difficilmente avrebbe riconosciuto in quella servetta emaciata la presunta nipote degli Alti Sacerdoti di Ályshan. Si toccò le mani, tagliate dall’acqua gelida del lavatoio, e pensò che avrebbe dovuto prepararsi una crema all’aloe per ammorbidirle e un’altra alla calendula per cicatrizzare le piccole ferite. S’immaginò come doveva apparire a chi la vedeva per la prima volta e trasse un sospiro di sconforto. Era insignificante anche senza la finta gobba, con quegli occhi scialbi e i capelli morti! Tresan non l’avrebbe mai voluta, nemmeno se non si fosse sposato con Maribelna. Soffocando dentro di sé il dolore per le sue nozze, finì di allacciarsi l’informe camicia di cotone grigio che le cadeva fino ai piedi. Non doveva pensarci. Su, nella stanza più lussuosa nella torre, Damon l’aspettava per la colazione e, ignaro che potesse sentire, avrebbe sparlato di suo zio, di Erlanes e di tutti i Misreneani che vivevano sulle terre dei Kulldren e magari le avrebbe rivelato qualche informazione preziosa.

Si sorrise nel vetro e i suoi occhi si assottigliarono come quelli di una gatta in caccia. Era la migliore spia dell’Accademia di Rovanea e l’avrebbe dimostrato ancora una volta.

[sdm_download id=”2748″ fancy=”1″]

Presentazione COMPLETA del romanzo!

[sdm_download id=”3040″ fancy=”1″]

Share

Presentazione di ECHI DALLE TERRE SOMMERSE in “Lettori come stelle”

Buongiorno a tutti!
Nei giorni 23-24 e 25 febbraio ho presentato “Echi dalle Terre Sommerse” nel gruppo Lettori come Stelle, parlando dei personaggi e dell’ambientazione della storia. La sera del 24 febbraio, inoltre, ho intervistato un lettore, chiedendogli un’opinione sulla lettura del romanzo.
Vi ripropongo i post che ho pubblicato in quei giorni e, naturalmente, anche l’intervista al lettore.

 

1) PRESENTAZIONE DELL’AUTRICE FEDERICA LEVA DEL TEAM LETTORI COME STELLE

Buongiorno! Sono Federica Leva, autrice della saga fantasy “La Saga del Rinnegato”. Oggi vi presento il primo romanzo della saga, “Echi dalle Terre Sommerse”, Sereture Edizioni.

SINOSSI
Dell’antico mondo rimangono solo gli arcipelaghi che costellano le acque dei grandi mari. Le ballate recitano che sia stato il pianto di un dio a distruggere ogni cosa, mentre un uomo lo malediceva per aver ucciso l’unica che donna che avesse mai amato. Ora, da qualche tempo le stagioni inciampano l’una nell’altra e la terra trema con sempre maggior frequenza. Il giovane Tresan è preoccupato. Le Stelle Cacciatrici che infestano la sua Mappa Astrale stanno cambiando ripetutamente aspetto e posizione, come se un qualcuno si stesse risvegliando, sollevando la coltre degli oceani. Nessuno sa chi sia, eccetto lo spirito dello schiavo-re che l’ha affrontato in passato e che è ritornato per definire le sorti della partita. Con stupore e terrore, Tresan scoprirà cosa vorrà quello spettro, da lui, e a quale prezzo.
Un’incontenibile passione, un inevitabile sacrificio. E sopra ogni cosa, gli oscuri presagi della Luna Sanguigna.

Nelle immagini, potete vedere qualche mappa del mondo che ho creato. La carta generale mostra tutte le terre che verranno coinvolte nella storia. Il dettaglio su Elvaner mostra la città in cui è nato il mio protagonista, Tresan, mentre il primo romanzo sarà ambientato perlopiù nel Regno di Rovanea.

Nel prossimo post vi mostrerò il booktrailer e inserirò un estratto del romanzo. A prestissimo!

 foto di Federica Leva.

_________________________________________________________________________________________

INTERVISTA AL LETTORE!

 

Il secondo giorno di presentazione, ho intervistato un lettore di Echi dalle Terre Sommerse, e fra una domanda e l’altra sono intervenuti  anche i membri del gruppo LETTORI COME STELLE.
Versione ottimizzata per i dispositivi mobili

Versione ottimizzata per PC.

E’ possibile sfogliare le pagine o scorrerle, per una visione più spartana ma molto chiaradell’intervista

 

[sdm_download id=”3018″ fancy=”1″]

Presentazione COMPLETA del romanzo!

[sdm_download id=”3040″ fancy=”1″]

Share
ECHI DALLE TERRE SOMMERSE a Costruttori di Mondi

ECHI DALLE TERRE SOMMERSE a Costruttori di Mondi

26 dicembre, ore 20.15

Rubrica Costruttori di Mondidella pagina facebook La Magia fra le righe

Echi dalle Terre Sommerse è il nuovo romanzo di Federica Leva, pubblicato dalla Sereture Edizioni sia in formato cartaceo che in e-book.
La storia ruota da un lato attorno alla figura di un ragazzo, Tresan, principe della casata degli Hardan e figlio di un valoroso guerriero che, tuttavia, ha in mente per lui un futuro da semplice cadetto, senza gli onori e la gloria a cui sono destinati gli eroi.
Il resto del mondo, tuttavia, non sembra pensarla così, poiché Tresan è, a sua insaputa, al centro di una spirale di intrighi che soggiacciono a un conflitto più tumultuoso che mette in allarme l’intero pianeta.
L’autrice da un lato ci guida nella crescita del protagonista, la cui vicenda si dipana in un arco temporale di dieci anni, in una sorta di romanzo di formazione, dall’altro regala al lettore un ricco campionario di personaggi che hanno il compito, non semplice, di disegnare il complesso reticolato di culture e popoli che costituiscono il mondo in cui il romanzo è ambientato.
L’arcipelago della Misrenea e l’impero di Myrdrassa rappresentano le due potenze la cui pace si regge su fragili equilibri. Il destino del mondo non si decide, quindi, solo nei palazzi del potere, ma anche nei vicoli delle città, o nei templi dove barlumi dell’antica magia sopravvivono. I personaggi del romanzo non sono solo valorosi guerrieri o nobili sovrani, ma anche spietati assassini, astute spie e maghi millenari.

copertina per pubblicità trasparente

– Gentile Federica, cosa puoi dirci ancora della trama del tuo ultimo romanzo?

Buongiorno, Alessandro. Credo che tu sia stato esaustivo. Certo, ci sarebbero molti segreti da svelare, sulle Mappe Astrali, sulla condizione dei maghi, che hanno perso i poteri in una ancestrale guerra di magia, su quel millenario passato che sta influenzando gli eventi attuali della vicenda… Ma, conoscendomi, so che finirei per dire troppo. Per prudenza, mi mordo la lingua e mi annodo le dita e passo alla seconda domanda (ride).

– Raccontaci come è nato questo progetto e cosa ha rappresentato nella tua già nutrita produzione letteraria.

Ah, mi fai tornare indietro nel tempo…! All’età di undici anni e mezzo, durante una vacanza al mare, ho conosciuto una bambina di un anno più grande di me, che si vantava di essere un’abile scrittrice. Un pomeriggio mi disse, con aria altezzosa, che sapeva scrivere storie lunghe, “lunghissime, anche di 500 pagine”. Il suo tono lasciava trasparire uno sprezzante: «Io ne sono capace, tu no.»
Per giorni l’avevo sopportata in silenzio, mentre si vantava di quello che scriveva, e quella volta sono sbottata, esasperata dalla sua supponenza: «Anch’io so scrivere storie lunghe! Lunghe quanto le tue!»
Non era vero. Fino ad allora avevo scritto solo racconti, di lunghezza variabile; al contrario, mi ero sempre divertita a non eccedere oltre poche pagine, in una sfida personale che mi portava a comporre una storia al giorno, ma rigorosamente contenuta in uno spazio ben preciso.
Ritornata a casa, mi sono sentita in colpa per quella menzogna. E, un po’ per trasformare le mie parole in verità e un po’ per la curiosità di scoprire se sarei stata capace di scrivere un romanzo lungo, una sera d’autunno mi sono seduta sul letto con un quaderno in mano, ho sbrigliato la fantasia e ho iniziato a scrivere.
Quando ho terminato la stesura, alcuni mesi più tardi, il romanzo aveva superato le 500 pagine scritte a mano. Mi sentivo euforica, e non solo perché avevo vinto una competizione con me stessa: ormai, ero innamorata della mia storia. D’allora, anno dopo anno, l’ho ripresa, modificata, stravolta, anche impietosamente, e nel romanzo pubblicato è rimasto ben poco della stesura originale, solo qualche idea e qualche nome. I primi cambiamenti, com’è comprensibile, sono stati lievi. Ero ancora piccola, e inesperta sia della vita sia della tecnica letteraria, e credevo che fosse sleale modificare troppo la trama in favore di una nuova maturità narrativa. Un’evoluzione importante è avvenuta attorno ai vent’anni, una seconda nel 2011 e l’ultima nel 2013. Gli ultimi quattro anni sono stati i più importanti, per la mia crescita artistica, se mi perdonate l’abuso di questo termine pomposo. Nel 2011 non avevo intenzione di riprendere in mano né questo romanzo né altri della mia produzione. Per motivi d’altra natura, da qualche anno avevo perso la gioia di scrivere, ma quando ho riletto alcuni capitoli ho scoperto che la trama mi piaceva ancora e che forse avrei potuto azzardarmi a rimetterci mano. E’ stato necessario riscrivere molte parti e buttarne altrettante, se non di più, ma mi sono gettata con entusiasmo nella revisione. Alla fine, dopo infiniti editing, condotti anche con la supervisione di una ventina di preziosi beta lettori, ho deciso di osare la via della pubblicazione. Così come le crisalidi si schiudono in farfalle – Krysalide è il nome di una delle mie protagoniste femminili -, era tempo che permettessi a questa storia di raggiungere chiunque la volesse leggere, se avesse trovato qualche appassionato disposto a concederle di lasciarsi raccontare.

– Quali sono le difficoltà più grandi che hai riscontrato nello scriverlo, visto che la trama è molto strutturata e ricca di personaggi e dettagli geografici?

Strutturare la storia non è stato semplice e per giungere a questo risultato ho lavorato diversi anni. Un tempo scrivevo “a braccio”, non volevo saperne di imbrigliarmi dentro uno schema precostituito e, procedendo a istinto, in modo quasi anarchico, mi sono ingarbugliata la vita. A volte mi sono fermata senza sapere più da che parte andare, completamente smarrita, e ho dovuto gettare molti capitoli, che pure amavo, per seguire altre direzioni.
Avendo concepito questo romanzo tanti, troppi anni fa, tuttavia, forse è stato un bene che abbia scritto senza seguire un canovaccio ben preciso. Questo ha permesso alla storia di evolversi, non solo come trama, ma anche come maturità espositiva, e di prendere vita in modo sempre più vivido, in me. In questa versione mi è tutto chiaro, dai personaggi alle città e alle isole in cui la storia è ambientata; ma diverse stesure fa, molti aspetti erano solo abbozzati, e se io stessa non li avevo ben chiari in mente, il lettore non avrebbe potuto vedere il mondo che stavo creando e non ne sarebbe stato coinvolto. È stato difficile dare organicità a tutto l’impianto strutturale? Un po’, sì… ma è stato anche divertente. Trascorsa l’era della scrittura istintiva, mi sono avvicinata alle basi tecniche insegnate nei workshop anglosassoni e mi è piaciuto pianificare ogni cosa, dal calendario a tredici mesi al cielo astronomico con le terribili Stelle Cacciatrici. Mi sono divertita perfino a disegnare le mappe. Sai che non volevo farlo (ride). Credevo di non esserne capace e che sarebbe stato un lavoraccio faticoso e superfluo. Invece lo rifarei con gioia e tu sai quanto sia utile, per uno scrittore, confrontarsi visivamente con il mondo che crea…! Anche se avevo ormai un’idea precisa di com’era fatto l’Arcipelago di Misrenea – un’aquila in volo – e le terre sconfinate – un leone ruggente – vederlo disegnato dapprima su un foglio A4 e poi sullo schermo del pc mi ha permesso di rifinire meglio alcuni dettagli della storia. Per la grafica manuale, in cui sono negata, sono stata supportata dal mappista Roberto Zingarlini.

SHERAEN VESTREN2– Il tuo romanzo da un lato mi ha ricordato le saghe di Eddings, e dall’altro i cicli della Zimmer Bradley. Ci sono degli autori a cui come scrittrice fai più riferimento?

Senz’altro. Anche se a livello conscio non ho un modello di riferimento preciso, sono stata sicuramente influenzata dalle numerose letture che ho amato, in passato. I due autori che hai citato hanno accompagnato la mia adolescenza, facendomi innamorare irrimediabilmente del fantasy, e mi hanno insegnato cosa volevo ottenere da una storia – poi, da qui a farcela, il discorso cambia (ride). In seguito, sono stata affascinata e fortemente influenzata da autori eccellenti come Tanith Lee, Robert Howard, David Gemmell e Patricia McKillip. Per l’aspetto epico, i Maestri sono stati inizialmente Howard, con i suoi personaggi fieri e la sua scrittura perfetta, e successivamente Gemmell, che mi ha travolto con la maestosità delle sue storie. Per David ho provato una vera e propria passione intellettuale. Solo negli ultimi tempi ho scoperto la saga di Martin “Le cronache del ghiaccio e del fuoco” di cui ho letto due o tre libri. Stilisticamente, Martin è magnifico, elegante e perfetto, e se dovessi prendere qualcuno come modello, sotto questo aspetto, sceglierei lui senza alcuna esitazione.

– Il tuo fantasy è molto particolare, perché non menziona mai l’esistenza di creature fantastiche e anche la magia è quasi assente nella trama. I potenti maghi del passato hanno conservato solo sprazzi della loro magia, che consente loro di vivere molto più a lungo dei comuni mortali. Altri personaggi, come Sheraen, possiedono il dono della telepatia o della preveggenza. Nomini anche degli oggetti di potere, come l’anello del sangue, dalle proprietà limitate.

È tutto vero. Preferisco mettere l’uomo, con le sue scelte e la sua vita, al centro di tutto, ma ti faccio un piccolo spoiler. Nel primo romanzo si sa che la magia è morta da milleseicento anni e che i maghi non hanno più poteri ma, come avrai letto, Damon è convinto di poterla risvegliare, e difatti riesce già a compiere qualche prodigio. Nel secondo libro, grazie ad alcune vicende messe in moto nel primo romanzo, la magia tornerà a scorrere nella linfa della terra, e allora qualcosa cambierà.

– Quali sono i personaggi del romanzo a cui ti senti più legata?

Domanda difficile. Li amo tutti, buoni e cattivi. Mi piacciono anche i personaggi secondari. Se devo proprio scegliere… Scelgo Sheraen, la spia albina, e Kasara, il passionale schiavo-re.

– Nella tua storia non sembra esserci spazio per ripensamenti e riscatti. I personaggi devoti al male denotano una cattiveria senza scrupoli, sono disposti a qualsiasi doppiezza pur di raggiungere il loro scopo. Mentre gli eroi sono buoni e, anche se combattuti nelle loro scelte, ben indirizzati sul sentiero del bene. Ma forse non la pensi così.

Tresan Hardan

Infatti (ride). I miei personaggi sono volutamente complessi, e anche se si può dire che qualcuno è buono e l’altro cattivo, ognuno ha zone d’ombra e di luce ben precise. Damon e Marlifer, ad esempio, non sono perfidi solo perché l’ho deciso io. Sono diventati quello che sono seguendo percorsi di vita che li hanno messi di fronte a scelte difficili, sconfitte e pesanti delusioni. In questo primo romanzo non si sa molto di Marlifer, ma ti assicuro che il suo odio contro Astrid e Volèn è ben motivato. Damon odia Tresan perché ha capito che il suo maestro nutre per lui un interesse speciale e teme di dover rinunciare al suo sogno di diventare un mago, per lasciare posto al cugino. Scoprirai, leggendo il seguito, che alcuni personaggi apparentemente positivi, in realtà non lo sono affatto.

– Cosa pensi del panorama editoriale italiano, in base alla tua carriera?

Non è dei migliori. Il discorso è complesso, più della mia saga (ride), e non è semplice sviscerarlo qui. Ho incontrato editor impreparati, che mi hanno segnato come errate espressioni verbali e consecutio temporum corrette; altri che hanno contestato errori storici inesistenti. Discutere dell’iconografia e delle basi della lingua italiana con chi dovrebbe saperne di più, dopo un po’ diventa stancante. So che anche ad altri autori sono capitate esperienze simili, segno che in troppi s’improvvisano editor senza avere le conoscenze adeguate. Questo mi fa guar

dare al panorama editoriale con una vena di sfiducia.
Per quanto riguarda gli altri aspetti del mercato, ci sono poi tante cose da valutare, la preparazione degli autori, la funzione degli agenti, i nuovi metodi di selezione degli editori, l’avanzata del selfp… Librari che non riescono a pagare i distributori, distributori che non pagano gli editori, debiti che si accumulano, autori insoddisfatti… Attualmente, mi sembra un mondo un po’ caotico, che avrebbe bisogno di essere sfoltito e inquadrato in modo più chiaro e sistematico.

– Echi delle Terre Sommerse è il primo volume della Saga del Rinnegato. Di quanti volumi prevedi sarà costituito il ciclo e puoi fornirci già qualche assaggio di quello che ci aspetta?

Prevedo di scrivere quattro libri. Come anticipazione, ti posso dire che nel prossimo romanzo si scopriranno le vere identità di diversi personaggi e Sheraen svelerà a Tresan il segreto delle sapienti. Cercando di capire come dovrà affrontare il risveglio dell’antico dio, Tresan scoprirà come incontrarlo per la prima volta. Più avanti, nei prossimi libri, saranno svelati il legame fra i maghi, il risveglio del dio e la vicenda portante, anche se, al momento, le tre storyline sembrano scollegate l’una dalle altre.

– Prima di salutarci, puoi parlarci di altri progetti che hai nel cassetto?

Ho in progetto di ripubblicare il mio primo romanzo a tema musicale. L’ho già riscritto e ampliato notevolmente – da 162 a 380 pagine – e, se riuscirò, scriverò il seguito, che sarà impostato come un thriller. Naturalmente, sistemerò i libri della Saga del Rinnegato, che ho già abbozzato e magari scriverò qualche racconto spin off, se la storia dovesse piacere al pubblico. Sto inoltre lavorando a un romanzo che pubblicherò sotto pseudonimo.

Grazie per la gentilezza, Alessandro.

Link AMAZON

Share
ANTEPRIMA LO HOBBIT-LA BATTAGLIA DELLE CINQUE ARMATE

ANTEPRIMA LO HOBBIT-LA BATTAGLIA DELLE CINQUE ARMATE

______

 

ANTEPRIMA LO HOBBITLA BATTAGLIA DELLE CINQUE ARMATE
di Federica Leva

 

 

Qui di seguito, troverete i miei commenti all’ultimo film della trilogia de Lo Hobbit. La prima parte del commento al film contiene spoilers. Chi non volesse ricevere nessuna anticipazione, potrà leggerlo integralmente all’uscita del cinema.

FIGURANTI AL RICEVIMENTO

17 dicembre 2014. Sembrava che gli astri fossero avversi alla mia presenza al Cinestar di Lugano, ieri sera ma, sconfitto il fato maligno, alle 19.00 sono entrata anch’io nella sala del buffet, in abito fantasy, assieme ad altri diciotto ragazzi del gruppo Eldalie. E’ stata la prima volta che m’improvvisavo come figurante e mi sono divertita. Gli spettatori giunti ad assistere alla prima visione nazionale del film “LA BATTAGLIA DELLE CINQUE ARMATE” ci scattavano foto, volevano sapere chi fossimo e ci chiedevano di poter ammirare i dettagli più significativi del nostro abbigliamento. Qualcuno aveva scelto di rappresentare personaggi noti delle storie Tolkieniane – Elfi, Nazgul, Túrin Turambar, i Nani Thorin e Kili ecc.. -, mentre altri raffiguravano dame in abiti sfarzosi e cavalieri in splendide armature. Gli spettatori hanno preferito fotografare i cosplayers, ma i miei costumi preferiti sono stati quelli originali, sontuosi e accurati, anche da un punto di vista filologico. Io mi sentivo una cugina povera, fra tanta eleganza, e non avevo la malizia di posare correttamente, come le altre damigelle. Se ripeterò l’esperienza, m’impegnerò ad apprendere qualche rudimento per essere una nobildonna più altera e aggraziata.

Dopo aver intrattenuto i visitatori per quasi due ore, siamo stati scortati a un’entrata laterale per sfilare nel cinema. Al termine della presentazione, abbiamo ricevuto gli occhialini 3D e ci siamo seduti ai posti che ci erano stati assegnati.

La visione dell’ultimo atto de Lo Hobbit stava per iniziare.

 

Le foto sono tratte dal sito de Il Corriere del Ticino. Io sono la creatura con l’abito color panna e champagne.

 

 

 

 

 

 

 

_________________

 

IL FILM


ATTENZIONE CONTIENE SPOLIER!

 

Lo Hobbit- la Battaglia delle cinque Armate ha un inizio travolgente. Smaug è in volo su Pontelagolungo e non appena viene avvistato, la popolazione cerca una via di fuga. Il governatore carica una barca con l’oro della tesoreria e si avvia verso la periferia della città, mentre Bard si aggrappa alle sbarre della prigione, gridando perché qualcuno lo liberi. Anche i suoi figli, assieme a Tauriel e ai nani rimasti in città, salgono su una barca per sfuggire alla furia del drago. Ma prima che qualcuno riesca a lasciare i canali ghiacciati, Smaug si prepara all’attacco.

IO SONO FUOCO!

IO SONO MORTE!

E morte sarà.

Come previsto, è Bard a uccidere il drago, colpendolo nella scalfittura provocata dal suo antenato, al tempo della caduta di Erebor. Le immagini, durante la distruzione della città, sono drammatiche. Il fuoco divora ogni cosa, la gente urla, scappa, brucia o affoga, mentre Smaug travolge tetti e abbaini con noncuranza. Un personaggio conosciuto muore in modo tragico, nell’indifferenza generale, ma non credo che i bambini sorvoleranno facilmente sulle immagini del suo trapasso. Anche se il figlio di Bard partecipa alla vittoria sul drago, l’impostazione della scena è tutt’altro che ideata per un pubblico giovanile. Come nei film precedenti, neppure qui non mancano esagerazioni sceniche, ma si può sorvolare: in un clima così violento, un po’ di speranza si accoglie quasi con sollievo.

La prima parte del film è ben ritmata e interessante.

Dopo la distruzione della città, la scena si sposta sulla fortezza maledetta, dove Gandalf è imprigionato dal film precedente – poveretto! Mentre un orco si diverte a torturarlo, Dama Galadriel interviene a salvarlo. E non è sola. Al suo fianco combattono anche Elrond e Saruman, ma alla fine è l’immensa forza della Dama di Lórien ad allontanare, almeno per qualche tempo, la minaccia di Sauron. Gandalf sembra in punto di morte e Galadriel è sfinita per aver consumato gran parte del suo potere. Volgendo lo sguardo al cielo della notte, Saruman esorta Elrond e Radagast, giunto provvidenzialmente con i suoi coniglietti da corsa, a occuparsi di loro.

«Lasciate Sauron a me» dichiara.

Come già sappiamo, sarà la sua rovina.

Mentre gli Uomini ritornano alla città abbandonata ai piedi della montagna e Gandalf viene salvato dalla prigionia, Thorin cade vittima della follia che accompagna la sovranità di Erebor. Si era già accennato alla malattia dell’oro di Erebor, nei film precedenti, e già sul finale del secondo episodio Thorin non appariva più come un nano ombroso ma giusto. Aveva iniziato a rivelare un’inclinazione cinica e spietata, al punto di minacciare Bilbo con la spada, se non gli avesse riportato l’Arkenstone, ancora protetta da Smaug. Ora rinnega la parola data alla popolazione di Pontelagolungo: nessuna moneta lascerà mai la montagna per favorire la ricostruzione della città! I Nani sono preoccupati. «Eri più re quando non portavi la corona» gli rinfacciano, ma Thorin non se ne cura. Il suo unico pensiero, la sua ossessione, la scintilla vitale della sua follia è l’Arkenstone, sperduta sotto le colline di monete e pietre di pura luce lunare che ondeggiano nelle sale interne. Incita i Nani a trovarla, inizia insinuare complotti e tradimenti. Intanto, fuori dalla montagna si raduna un esercito di Elfi, capeggiato da Thranduil e uno, più esiguo, comandato da Brad. Parlano di pace, ma Thorin li scaccia. Ancora una volta è Bilbo a cercare una soluzione. Per giustificare le sue decisioni, viene mostrata una scena che è stata volutamente occultata, nel film precedente, e che stride con l’ultimo confronto fra l’Hobbit e Thorin, nei corridoi all’entrata della montagna. Perché Bilbo sostiene di non aver trovato l’Arkenstone, quando invece sa benissimo dove si trova? In quella circostanza, Bilbo ignorava il potere della pietra sulla mente dei membri della dinastia di Re Thrór; quindi, perché mentire?

Il tormento di Thorin, assieme al tentativo di Bilbo di forgiare un’alleanza fra Nani, Elfi e Uomini e la successiva guarigione del Re dei Nani – un po’ troppo rapida, a mio parere – vivacizzano la prima parte, creando una storia con uno svolgimento ben preciso. Il nostro Hobbit non ha un ruolo particolarmente attivo ma, d’altro canto, nel libro compare ancor meno, e in questo episodio sarebbe stato scorretto relegarlo in un angolo, dopo averlo reso il protagonista assoluto nei due film precedenti.

DA QUI IN POI, GLI SPOILERS SONO LIMITATI A QUANTO GIA’ RACCONTATO NEL ROMANZO

Ma il tempo per i drammi interiori sta volgendo al termine, e il film si apre al conflitto armato. Da qui in poi, si apre anche il mio scontento. A questo proposito, concordo con la recensione di Mymovies che dichiara:

La battaglia delle cinque armate è molto fedele al suo titolo e preferisce l’estesa e spesso noiosa rappresentazione dei conflitti tra diversi eserciti ai molti altri spunti che la parte terminale del libro originale offriva.

Battaglie a tratti verosimili ma più spesso dai toni assurdi, per impostazione tattica e per rappresentazione visiva delle scene. Non è da grandi strateghi correre incontro al nemico che sciama giù dalla montagna, per affrontarlo dal basso. Se il mio esercito fosse schierato in pianura, sfrutterei quel terreno per affrontare il nemico in condizioni di parità, o cercherei di portarlo in un punto a me più favorevole. Thranduil preferisce invece far muovere i suoi elfi dorati verso i Nani di Colle Ferroso, giunti in soccorso di Thorin. Strana scelta, anche se poi lo scontro non ha luogo perché le colline tremano e si spaccano, e arrivano Orchi e Mangiaterra – praticamente, sono dei trivellatori simili a troll con un serio ritardo mentale. Peter Jackson è davvero sicuro che Tolkien li abbia inseriti, nel Lo Hobbit? Sicuro sicuro? La battaglia che ne consegue ha più le caratteristiche di un videogioco che di una battaglia epica fra cinque eserciti. Aspettate… Cinque? Io ne ho sempre contati quattro: i Nani, gli Uomini, gli Elfi e gli Orchi. E il quinto? Va bene che in matematica ero un disastro, ma fino a cinque – visto che è il mio giorno di nascita – dovrei arrivare. Solo verso la fine, in una scena che durerà forse due fotogrammi e mezzo, si vedono arrivare Beorn e le aquile giganti. Forse, i nuovi venuti avranno più spazio nella versione estesa perché qui, ve l’assicuro, si sono visti davvero poco.

Come temevo, Peter Jackson non ha saputo trattenersi dal trasformare l’epica battaglia in un cartone animato in 3D. Montagne e torri vengono smantellate, ma Elfi e Nani sopravvivono sempre. Magari, cadendo di schiena spezzano un ponte, ma sono così coriacei da rialzarsi senza indugio per riprendere a combattere. Le evoluzioni di Legolas ormai sono leggenda. Agile come quando tirava frecce agli orchi in equilibrio sulle teste dei Nani, adesso saltella su orchi e Mangiaterra come se stesse andando in altalena. Ha anche il privilegio di sfidare la forza di gravità, e quando una torre si sfalda, sotto i suoi piedi, risale usando i macigni che cadono nel vuoto come un’improvvisata scalinata – lo so, lo so… Non dite nulla! Non solo. Durante questa risalita, accumula uno slancio così vigoroso da riuscire a spiccare il salto e ad avvinghiarsi con le gambe al collo dell’orco, in piedi sul pezzo di torre non ancora crollata.

E che dire delle spade che trapassano il ghiaccio come se fosse burro?

E degli arieti che sbucano fuori dal  nulla e si arrampicano su pareti verticali e ghiacciate come se avessero delle ventose, al posto degli zoccoli?

.

:

Peter, Peter… Era davvero necessario?

Nel finale, su queste scene da 2000 punti + una sola vita rimasta, si innesca il dramma delle morti che colpiscono i Nani in rapida successione. Sono tutte dolorose, dalla prima all’ultima, perché a loro modo i Nani sono riusciti a rendersi amabili, durante questi tre film. Che Kili morisse, purtroppo, era una certezza, dal momento che è condannato a non sopravvivere anche nel romanzo, ma vedere Tauriel accarezzargli la mano, disperata e impotente sopra il suo volto immobile, mi ha commosso. E resa furibonda. Un finale crudele e ingiusto, per la povera elfa… Per reclamare il suo diritto ad amare un Nano, Tauriel si è inimicata Thranduil e gran parte degli spettatori del secondo film, e alla fine si è ritrovata solo con un incontenibile dolore. Cosa farà, adesso? Vagherà per le terre selvagge? Tornerà a casa? Si farà suora? Jackson non ce lo rivela, in questo film. Forse sarà più esaustivo nella versione estesa. O si porterà il segreto nella tomba, chissà.

Alla fine del bagno di sangue, si parla di feste, di canti, di entrare nella leggenda… eppure, non si respira un’atmosfera felice – io non lo ero affatto, quanto meno. Bilbo saluta i Nani sopravvissuti e ritorna nella Contea assieme Gandalf. Non si sa che fine abbia fatto l’Arkenstone, se sia ancora nelle mani degli Uomini o se sia stata restituita ai Nani. Spero che Jackson non si porti anche questo segreto, nella tomba.

Scarsi e poco efficaci, a mio parere, sono stati i siparietti ludici. Ogni tanto, sentivo qualcuno ridacchiare, attorno a me, ma per quanto volessi unirmi a loro, non ci sono riuscita. Ho sorriso un paio di volte, grazie ad Alfred, buffone e “leccasputo”, come viene definito, che, incapace di comportarsi da uomo, si traveste da donna procace e nasconde nella sua generosa ottava/decima tutto l’oro che riesce ad arraffare.

Una nota sulla colonna sonora. Forse sono troppo esigente, ma non mi ha suscitato nessuna emozione. Quando ho assistito al primo film, due anni fa, non avevo visto i trailers cinematografici, né conoscevo la canzone dei Nani, di cui avevo sentito parlare in termini entusiastici. Eppure, la soundtrack mi ha conquistata subito. Il tema principale, ripreso più volte e in versioni differenti, mi è entrato subito nella mente e nel cuore, e ancora oggi mi capita di canticchiarlo. Ricordo inoltre perfettamente le musiche epiche e drammatiche degli scontri fra i Nani e gli Orchi. Musiche perfette, a mio parere. Non ho ricordi altrettanto limpidi della colonna sonora del secondo film, né sono stata catturata emotivamente dalla canzoncina che ho sentito ieri sera, durante i titoli di coda.

Ancora prima che la visione finisse, mi sono sorpresa a pensare: “Non credo di voler più rivedere questo film, non a breve termine, quanto meno”, ma penso che lo riguarderò, ancora una volta, durante le vacanze di Natale, e magari gli darò una stellina in più di quanto non riesca a dargli oggi, in completa onestà.

Visione consigliata? Nonostante tutto, sì. Se avete visto i primi due film, non potete non chiudere la storia e lasciare che Smaug voli senza fine verso Pontelagolungo…

 

_____________________________________________________________________________

 

Share
Echi dalle Terre Sommerse

Echi dalle Terre Sommerse

ECHI DALLE TERRE SOMMERSE

di Federica Leva

 

 

 

Finalmente, dopo infinite stesure, ho deciso di pubblicare il mio romanzo epic fantasy:
Echi dalle Terre Sommerse“, primo volume de “La Saga del Rinnegato”, Sereture Edizioni.

Chi ha assistito a qualche mia presentazione letteraria sa come ha avuto origine questa saga. All’età di undici anni e mezzo, durante una vacanza al mare, ho conosciuto una bambina di un anno più grande di me, che si vantava di essere un’abile scrittrice. Un pomeriggio mi disse, con aria altezzosa, che sapeva scrivere storie lunghe, “lunghissime, anche di 500 pagine”. Il suo tono lasciava trasparire uno sprezzante: «Io ne sono capace, tu no.»

Per giorni l’avevo sopportata in silenzio, mentre si vantava di quello che scriveva, e quella volta sono sbottata, esasperata dalla sua supponenza: «Anch’io so scrivere storie lunghe! Lunghe quanto le tue!»

Non era vero. Fino ad allora avevo scritto solo racconti, di lunghezza variabile; al contrario, mi ero sempre divertita a non eccedere oltre poche pagine, in una sfida personale che mi portava a comporre una storia al giorno, ma rigorosamente contenuta in uno spazio ben preciso.

Ritornata a casa, mi sono sentita in colpa per quella menzogna. E, un po’ per trasformare le mie parole in verità e un po’ per la curiosità di scoprire se sarei stata capace di scrivere un romanzo lungo, una sera d’autunno mi sono seduta sul letto con un quaderno in mano, ho sbrigliato la fantasia e ho iniziato a scrivere.

Quando ho terminato la stesura, alcuni mesi più tardi, il romanzo aveva superato le 500 pagine scritte a mano. Mi sentivo euforica, e non solo perché avevo vinto una competizione con me stessa: ormai, ero innamorata della mia storia. D’allora, anno dopo anno, l’ho ripresa, modificata, stravolta, anche impietosamente, e nel romanzo pubblicato è rimasto ben poco della stesura originale, solo qualche idea e qualche nome.  I primi cambiamenti, com’è comprensibile, sono stati lievi. Ero ancora piccola, e inesperta sia della vita sia della tecnica letteraria, e credevo che fosse sleale modificare troppo la trama in favore di una nuova maturità narrativa. Un’evoluzione importante è avvenuta attorno ai vent’anni, una seconda nel 2011 e l’ultima nel 2013. Gli ultimi quattro anni sono stati i più importanti, per la mia crescita artistica, se mi perdonate l’abuso di questo termine pomposo. Nel 2011 non avevo intenzione di riprendere in mano né questo romanzo né altri della mia produzione. Da qualche anno avevo perso la gioia di scrivere, ma quando ho riletto alcuni capitoli ho scoperto che la trama mi piaceva ancora e che forse avrei potuto azzardarmi a rimetterci mano. E’ stato necessario riscrivere molte parti e buttarne altrettante ma mi sono gettata con entusiasmo nella revisione. Alla fine, ho riscritto l’intero testo, e il risultato mi ha soddisfatto. Dopo infiniti editing, condotti anche con la supervisione di una ventina di beta lettori, che ringrazio pubblicamente, ho deciso che il romanzo era rimasto rinchiuso nei miei PC fin troppo a lungo. Era tempo di lasciarlo libero. Così come le crisalidi si schiudono in farfalle – Krysalide è il nome di una delle mie protagoniste femminili -, era giusto che permettessi a questa storia di raggiungere chiunque la volesse leggere, se avesse trovato qualche appassionato disposto a concederle di lasciarsi raccontare.

Il romanzo sta uscendo dal bozzolo. Sarà diventato una bella farfalla colorata o sarà soltanto una falena notturna?

A voi lettori l’ardua sentenza 🙂

SINOSSI

“Dell’antico mondo rimangono solo gli arcipelaghi che costellano le acque dei grandi mari. Le ballate recitano che sia stato il pianto di un dio a distruggere ogni cosa, mentre un uomo lo malediceva per aver ucciso l’unica che donna che avesse mai amato. Ora, da qualche tempo le stagioni inciampano l’una nell’altra e la terra trema con sempre maggior frequenza. Il giovane Tresan è preoccupato. Le Stelle Cacciatrici che infestano la sua Mappa Astrale stanno cambiando ripetutamente aspetto e posizione, come se un qualcuno si stesse risvegliando, sollevando la coltre degli oceani. Nessuno sa chi sia, eccetto lo spirito dello schiavo-re che l’ha affrontato in passato e che è ritornato per definire le sorti della partita. Con stupore e terrore, Tresan scoprirà cosa vorrà quello spettro, da lui, e a quale prezzo.

Un’incontenibile passione, un inevitabile sacrificio. E sopra ogni cosa, gli oscuri presagi della Luna Sanguigna.”

 

“Echi dalle Terre Sommerse”, primo romanzo de “La Saga del Rinnegato”. Sereture Edizioni.

www.seretureedizioni.it

Disponibile sia in cartaceo che in ebook.

ISBN Cartaceo: 978-88-940333-1-1

ISBN ebook: 978-88-940333-0-4

Prezzo ebook: 2,99

Lunghezza cartaceo: 470 pagine

_______________________________________________

L’AUTRICE

Federica Leva, medico e psicoterapeuta.
Scrive da quand’era ragazza e ha all’attivo numerose partecipazioni a premi letterari fantasy e mainstream, con una trentina di premi conseguiti e una dozzina di primi posti. Fra questi, un primo posto al premio Silmarillion 1999, due secondi posti allo stesso concorso nel 2005 e 2006. Oltre a “Echi dalle terre Sommerse”, ha pubblicato due romanzi a tema musicale, vincitori di otto premi letterari nazionali e internazionali.

AMAZON: http://www.amazon.it/Echi-dalle-Terre-Sommers…/…/ref=sr_1_4…

KOBO: http://store.kobobooks.com/…/ebook/echi-dalle-terre-sommerse

 

ANTERPRIMA – Leggi qui o scarica i primi due capitoli del romanzo!  

[sdm_download id=”2235″ fancy=”1″]

 

 RECENSIONI E COMMENTI DEI LETTORI

 

Guarda il BOOKTRAILER

Musica composta per il booktrailer dal M° Gabriele Caselli. Per gentile concessione.

Comunicati Stampa

Share
Ritorno alla contea

Ritorno alla contea

di Federica Leva

 

Le tre giornate sammarinesi sono finite, e ora mi godo un paio di giorni di riposo, in attesa del prossimo appuntamento fantasy/storico, al Busto Folk.

La mia conferenza sul mito di Morgana la Fata sembra essere piaciuta, nonostante mi sentissi agitata come prima di un esame – vecchi tempi… il fantasy mi mantiene giovane! La spiegazione del (mezzo) panico credo che risieda nei nomi, decisamente insigni, di  alcuni spettatori: Paolo Gulisano, Luisa Paglieri, Chiara Nejrotti, Alex Voglino e altri ancora. Inserirsi in una serie di conferenze di qualità è sempre impegnativo e più volte mi sono chiesta:”Che ci faccio, qui?”.

La prossima volta mi porto un po’ di idromele da bere, così, invece di limitarmi ad avversare le losche trame del sistema simpatico con una semplice bottiglia di acqua naturale, mi rinfrancherò lo spirito prima della chiacchierata. Chissà, potrebbe funzionare!

Per motivi che qui non posso ripetere, ho quasi la certezza di aver conquistato un posto speciale nella memoria di Alex Voglino. Ma caro Alex, non è colpa mia se il tuo cognome inizia con la lettera V… però, ci siamo divertiti a pranzo, quel giorno! Vero? (aureola)

Il raduno degli appassionati si è tenuto di venerdì e di sabato. Domenica, terminati gli impegni fantasy, io , Roberto (Fontana) e Roby abbiamo passeggiato per San Marino, dopodiché… ritorno fra i laghi del nord!

Ora devo preparare un altro intervento, completamente differente, per il Busto Folk (20-21 settembre). Come si dice per le diete… inizio domani! 😀

Argomenti analoghi: Sentieri Tolkieniani

 

 

Share

Sono troppo esigente?

D’accordo, forse ultimamente sono molto esigente, ma “La grotta di cristallo” di Mary Stewart non riesce proprio a convincermi e nemmeno “Mansfield park” di Jane Austen. Continuo a imbattermi in passaggi che mi annoiano, o sono troppo lunghi o sono inconcludenti. Ad esempio, perché la Austen ha dedicato pagine su pagine per parti che poi ha ritrattato, nella narrazione?. Ancora agli inizi del romanzo, sembra che Fanny debba raggiungere la zia Norris, lasciando Mansfield park, a cui si è finalmente affezionata. Ne seguono conversazioni fra Fanny ed Edmund, e un’altra fra le due zie. Alla fine, viene deciso che Fanny resterà a Mansfield Park. Era proprio necessario scrivere pagine inutili, se la protagonista non si sarebbe spostata dal palazzo? Non si poteva risolvere tutto in tre righe, se proprio si voleva dire che Lady Bertram intendeva in qualche modo liberarsi della nipote? Qualcuno dirà che si tratta di un libro vecchio, che allora si scriveva così… per carità, è senz’altro vero… Ma il mio tempo è prezioso adesso e non mi piace sprecarlo inutilmente con pagine inconcludenti… specialmente quando sono comunque curiosa di affrontare una lettura che, a suo modo, continua ad affascinarmi.

 

Share

I mille impegni artistici di giugno

 

Giugno è stato un mese piacevolmente ricco di impegni e di sorprese artistiche
Il 1 giugno ero a Osasco, in occasione dei Sentieri Tolkieniani e al ritorno ho scritto un racconto a tema che mi è stato commissionato per un’antologia.

9 giugno.

Un paio di scatti con l’antologia “33 racconti rock”, in cui compare il mio racconto “The magic power of music”: quando la musica può diventare la voce di un bambino affetto da autismo.
.
Con l'antologia "33 racconti rock", in cui compare il mio racconto "The magic power of music": quando la musica può diventare la voce di un bambino affetto da autismo.

33 racconti rock

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Con l'antologia "33 racconti rock", in cui compare il mio racconto "The magic power of music": quando la musica può essere voce e terapia per un bambino affetto da autismo.

33 racconti rock

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Successivamente, Mercoledì 18 giugno, sul quotidiano L’Arena di Verona è comparso anche il nome:

“…con alcuni episodi toccanti, con la musica vista anche dal punto di vista medico” [..] “Abbiamo i contribuiti di persone molte note negli ambienti musicali e non: tra gli altri, […] Federica Leva…”

 

Intanto, l’elegante recensione di Cantico sull’oceano scritta da Angela Liuzzi (Temperamente libri) continuava a ottenere consensi. Al giorno d’oggi ha collezionato ben 464 mipiace.

“Vi presentiamo un romanzo perfetto per chi è in cerca di una storia dal sapore d’altri tempi, che racconta l’indipendenza e la passione di una grande musicista. Non vi meravigliate se spenderò per Cantico sull’oceano solo parole buone. Tutto è decisamente costruito con sapiente attenzione per i dettagli e non si può che lodare l’organicità della storia nel suo insieme. Ma quello che rende davvero palpitante questo romanzo, come fosse percorso dall’inizio alla fine da un soffio vitale, è certamente la scrittura di Federica Leva: una penna classica, ariosa, che si diverte a giocare con la narrazione come fosse materia plastica modellata con assoluta naturalezza. Un toccasana per chi, stanco del moderno stile spezzato e contorto, è in cerca di una storia dal sapore d’altri tempi e dalla forma limpida e lineare, oggi forse un po’ troppo osteggiata.” (Temperamente, 28 maggio 2014)

 

Il 13 giugno, ho partecipato al matrimonio di un’amica scrittrice

       

 

e il 15 giugno ho indossato gli abiti della Famiglia del mio Rione durante il Palio di Travedona.

 

Il 19 giugno, sul blog storico e letterario Il Mondo di Giovanna è uscita un’intervista firmata Giovanna Barbieri dedicata a me, come scrittrice. ” Questa è l’intervista esclusiva alla brava scrittrice Federica Leva, autrice di un romanzo poetico, surreale, ricco di amore per il mare e la musica.”

Nell’intervista parlo non solo di Cantico sull’oceano, ma anche dei miei progetti futuri, sia come scrittrice sia… lo scoprirete leggendo l’intervista!

.
Domenica 22 giugno 2014, su L’Arena di Verona è uscito un articolo dedicato alla Festa delle fate di Garda, a cui ho partecipato come scrittrice e conferenziere. Per l’occasione, ho portato un intervento dal titolo: “Il mito di Morgana, dalla leggenda al romanzo“. Ancora una volta, l’Arena di Verona mi ha citata, nominandomi fra i conferenzieri della manifestazione. E’ curioso notare come io sia varesina, e di me si occupano di più i giornali non solo fuori provincia, ma perfino fuori regione. E’ proprio vero che Nemo propheta in patria (est)!
.
.
Sfide, magie e giochi
alla «Festa delle fate»
Foto: Che bellezza, hanno citato anche me. E' la seconda volta che mi nominano sull'Arena, nelle ultime due settimane. Grazie, Roberto!<br /> L'Arena, domenica 22 giugno 2014</p> <p>Sfide, magie e giochi<br /> alla «Festa delle fate»
.
23 giugno. Il portale dei libri ha pubblicato una bellissima recensione dedicata a Cantico sull’oceano. Sono onoratissima di aver riacceso nell’animo di Valentina F. la passione per la narrativa. E’ uno dei commenti più lusinghieri che abbia letto.
“Pagina dopo pagina si può notare con quanta destrezza l’autrice  utilizzi un linguaggio ormai estinto nel tempo, caratterizzato da una penna classica, con uno stile ricercato e sublime. Per me un grande ritorno alla narrativa classica, quella che passa alla storia e lascia il segno. Adoro definirlo un romanzo superbo. Non esagero nel dire che da tempo aspettavo un romanzo così.
Tanti complimenti a Federica, che è riuscita a riaccendere la mia passione verso la narrativa, che col tempo si era solo affievolita.”
.
Infine, domani andrò in una tv locale a parlare di “Cantico sull’oceano” e al ritorno sistemerò un racconto che mi è stato richiesto come premio di un contest letterario indetto dalla brava scrittrice siciliana Connie Furnari.
.
Pant… Ma che soddisfazioni!

Share
Sentieri Tolkeniani 2014

Sentieri Tolkeniani 2014

 

 


di Federica Leva
31 maggio 1 giugno 2014

Il mio primo festival a Osasco è iniziato sotto la pioggia. Arrivati davanti al castello di Carlo ed Elisabetta, conti d’Osasco, i due Roberti che mi accompagnavano hanno scaricato stand, casse e libri sotto il porticato, dopodiché siamo andati a pranzo in una pizzeria di Pinerolo. Abbiamo poi scoperto che, se fossimo rimasti al castello, Carlo, gentilissimo, per confortare gli espositori del maltempo, aveva offerto a tutti un piatto di pasta. All’uscita dalla pizzeria, la luce che filtrava attraverso le nuvole era foriera di speranza e dopo aver montato lo stand di Roberto Túrin Turambar Fontana e allestito il mio (addobbato magnificamente dall’Associazione Sentieri Tolkeniani), il sole ha finalmente benedetto la manifestazione. Aver trovato cinque o sei quadrifogli nel prato ha sancito che la sorte era dalla nostra parte: i cancelli sono stati ufficialmente aperti e i visitatori hanno iniziato a girare fra le bancarelle, incuriositi.

La giornata è stata intensa e piacevole. Io e Roby (con la  y, ha precisato l’altro Roberto, il calligrafo Fontana) abbiamo ricevuto la visita di due amici veronesi, Luigi Dassi e Paola Capasso, che ci hanno fatto compagnia nei momenti più tranquilli. Chi ci avesse visto dal di fuori avrebbe pensato che stessimo facendo prove per qualche cabaret, tanto abbiamo riso, fra noi. Poco distante, invece, Roberto Fontana ha rischiato la Sindrome del Tunnel Carpale a forza di rilasciare nomi scritti in elfico.

Complice il poco tempo a disposizione, a causa del maltempo della mattinata, le conferenze sono susseguite a ritmo serrato e verso metà pomeriggio, un falconiere ha mostrato al pubblico le doti di Anastasia, una splendida poiana (alias, buteo buteo, per la gioia degli amici veneti), insegnando ai bambini come entrare in empatia con lo spirito libero dei bozzaghi. Poco più tardi, l’ho visto camminare con uno splendido gufo (Morgan, come uno dei miei gatti) appollaiato sul guanto, ne ho approfittato per scattare qualche foto. In altri momenti, alcune compagnie d’arme si sono esibite in combattimenti storici, di varie epoche.

In serata, sotto la tenda delle conferenze si è tenuto un incontro con i doppiatori di Frodo (Davide Perino), di Gollum e Piton (Francesco Vairano) e di Ganjalf (Il Fabio). È superfluo, ma doveroso, documentare la copiosa affluenza del pubblico, che ha anche avuto l’opportunità di conoscere personalmente gli artisti e di portare a casa una foto ricordo. Io non ho potuto ascoltare bene l’incontro, dalla mia postazione, ma so che è stato divertente e piacevole.

La serata si è conclusa con un concerto, nel parco, mentre io ho assistito a un altro concerto, in stile medioevale, riservato a chi aveva prenotato la cena a tema, in agriturismo.

La giornata più ricca è stata quella di domenica, iniziata verso le 11.00 e finita alle 19.00 inoltrate.

Si sono susseguite conferenze ed esibizioni di rapaci e di cavalli, e una vivace caccia al tesoro ha tenuto occupati i bambini per alcune ore. Alle 13.30, è stato annunciato anche un mio intervento sul Ciclo Bretone. Panico. Salivazione azzerata. Emicrania. Inutili i tentativi di fuga. Scortata da Manuel Marras, Luigi (vestito da Nazgul e quindi minaccioso) e Paola, mi sono seduta davanti al microfono. Alla mia sinistra, il tecnico Andrea cercava affannosamente di trasmettere la conferenza on line, in diretta, su Radio Brea. Ovviamente c’è riuscito, i microfoni sono stati accesi e ho iniziato a parlare. Ho subito premesso che l’incontro era stato organizzato all’ultimo momento, ma poiché l’auditorio si accresceva, discorso dopo discorso, ho la speranza di non aver parlato troppo male, né d’essere stata noiosa. Alla fine dell’incontro, alcuni spettatori mi hanno seguito allo stand per acquistare alcune copie de La Signora del Graal. Uno di questi ne desiderava una per regalarla alla moglie, e sono state esilaranti le manovre che abbiamo fatto per non farci scoprire, dal momento che lei si avvicinava sempre mentre lui cercava di pagare. Alla fine, fingendo che lui volesse una foto con il Nazgul, sono riuscita a scrivere la dedica e mentre erano tutti in posa per le foto, gli ho infilato la copia fra la schiena e la carrozzina si cui era seduto, e ad andarmene con nonchalance.

Nel frattempo, i tre doppiatori de Il Signore degli Anelli e de La Compagnia del Verginello erano ritornati al festival. Approfittando della loro gentilezza e disponibilità, Paola e Luigi sono riusciti a conoscerli tutti, mentre a me è mancata l’opportunità di salutare di persona Davide. A lui, però, devo la partecipazione di Luigi al concorso di cosplay della rassegna. Avevo già provato a convincere Luigi a partecipare, senza esito. Poi, però, l’incontro e la folgorazione:

Davide, nel vedere il Nazgul: «Quante me ne hai fatte passare!»

Nazgul: «Io, quante ne ho fatte passare a te? Ma se ho girato per tutta la Terra di Mezzo senza riuscire a prenderti!»

La conversazione è proseguita e d’un tratto ho visto Davide trascinare amichevolmente Luigi verso il tavolino delle iscrizioni. Quando è tornato allo stand, Luigi portava, legato alla cintura, il numero 14. Non gli ho fatto mancare le mie rimostranze femminili «Ecco, se te lo dico io, non mi ascolti, mentre se te lo dicono gli altri, ti iscrivi… ecc…». Bisogna far sempre sentire i colpa i maschietti, quando possibile (LOL).

La competizione dei costumi ha chiuso la manifestazione. I due conduttori, allegri e divertenti, hanno presentato la giuria e fatto sfilare le tre categorie in gara: uomini, donne e bambini. Molti costumi erano ben fatti e ben portati, e la giuria ha faticato a raggiungere un verdetto.

«Troppi pari merito» ha ansimato Elisabetta, la padrona di casa, ma alla fine sono stati assegnati i primi tre premi per ciascuna categoria. Il terzo posto è stato vinto da un ragazzo che interpretava un affascinante Bard, mentre Luigi è stato premiato con il secondo posto e una copia in miniatura della spada Nazgul. Il primo premio è stato assegnato a un magnifico Re Riccardo che sembrava arrivato direttamente dal set di un film storico. Fra le donne, ha vinto la mia preferita, una falconiera che reggeva sul polso il bellissimo gufo Morgan, mentre non è entrata in finale la simpatica Chiara Nejrotti, che indossava un elegante abito elfico, meritevole, a mio parere, di un posto sul podio. Non ho assistito alla premiazione dei bambini perché si è avvicinato un acquirente allo stand, e la manifestazione si è sciolta mentre gli scrivevo una dedica sulla prima pagina bianca.

Svuotato lo stand di libri e ninnoli, io e Roby (con la y) siamo corsi in aiuto di Roberto Fontana, ormai prossimo al crampo dello scrivano, per aiutarlo a smantellare la sua tenda (e qui gli è venuto un mezzo colpo della strega). Un’ora più tardi eravamo in autostrada per rientrare a casa, stanchi ma soddisfatti dei due giorni Tolkeniani Torinesi.

Ora lascio la parola a Luigi/Nazgul/Mimmo (non chiedetemi perché, ma durante la sfilata è stato battezzato così… ) che racconterà i Sentieri Tolkeniani visti attraverso gli occhiali neri da Nazgul.

Quest’anno, io e Paola abbiamo deciso di partecipare a Sentieri Tolkieniani, una delle poche manifestazioni a tema che mancava al nostro appello ed a quello dell’ Ass. Cult. Rohirrim.

Quindi partiamo alla volta di Osasco (TO) di buon mattino con l’intento di arrivare il prima possibile per gustarci il maggior numero di eventi in programma. Purtroppo, anche durante il viaggio, siamo inseguiti dal maltempo (che in alcune occasioni ci raggiunge) e a noi poveri raminghi delle grandi strade non rimane che sperare nella benevolenza delle nubi.

Evidentemente non godiamo di grande rispetto presso i cumulonembi, visto che pare vogliano perseguitarci ma evidentemente lassù qualcuno ci ama (o perlomeno ci vuole un pochino di bene), visto che in lontananza si intravede qualche sprazzo di luce.

Ormai siamo quasi giunti a destinazione e decidiamo di recarci prima al nostro alloggio ed in seguito alla festa…pessima scelta! Il nostro navigatore evidentemente la pensava in modo diverso e senza comunicarci il suo pensiero pensa solo a vendicarsi della nostra decisione. Vi chiederete in che modo ha scelto di punirci…e come, se non facendoci vagare su strada sterrate senza meta e senza fine, dove non troviamo anima viva a cui chiedere informazioni riguardo al nostro destino, costringendoci a vagare per oltre 40 minuti, giusto il tempo di meditare e comprendere che forse il pensiero umano a volte risulta ancora superiore a quello meccanico. Infatti, appena decidiamo di provare una via non consigliata dall’infingardo, arriviamo a destinazione. Ulteriore beffa è scoprire che stavamo girovagando a vuoto a soli 2 minuti dalla nostra meta!

Finalmente giungiamo al nostro alloggio e, giusto il tempo di scaricare le bisacce nei pressi dei nostri giacigli, e ci rimettiamo subito in marcia per arrivare alla festa, ormai in clamoroso ritardo!

Nel giro di pochissimi minuti troviamo il Castello di Osasco, sede della manifestazione, e una volta abbandonato il nostro mezzo di trasporto ci dirigiamo al suddetto castello pronti ad affrontare qualsiasi cosa ci aspetti.

Non eravamo preparati a ciò che ci siamo trovati innanzi una volta entrati nel parco del castello…non era ancora iniziato nulla! Purtroppo a causa del maltempo l’inizio della manifestazione è stato posticipato, ma non ci facciamo scoraggiare, anzi cogliamo l’occasione per andare a rifocillarci. Con lo stomaco pieno, e i nostri carissimi cumulonembi che decidono di darci tregua, siamo pronti ad affrontare la festa!

Appena entrati ci rechiamo subito allo stand dei nostri amici Federica e Roberto, i quali stanno promuovendo le ultime fatiche letterarie di lei (un racconto fantasy su Morgana ed un romanzo non fantasy).

Ci facciamo anche un bel giro per il parco e ci accorgiamo subito che la cornice dedicata a questa manifestazione è veramente bella: un parco molto bello con sullo sfondo le montagne e le vallate piemontesi.

Gli stand sono ancora indaffarati nell’allestimento ma si intravede lo spirito familiare della manifestazione.

Assistiamo all’evento clou della giornata, l’incontro con i doppiatori italiani di Frodo (Davide Perino) e del Professor Piton e di Gollum (Francesco Vairano). Ovviamente questi non sono gli unici personaggi a cui hanno prestato la voce ma sono sicuramente tra i più noti agli avventori della giornata.

L’incontro si rivela molto interessante e divertente con il Signor Vairano che snocciola aneddoti curiosi ed interessanti e spesso divertenti sui retroscena del doppiaggio della trilogia cinematografica de Il Signore degli Anelli e della nuova trilogia de Lo Hobbit. Memorabile la sua interpretazione di un annuncio di servizio fatto “alla Professor Piton” e la sua battuta sulla famosa “pagina tre-cento-novanta-quattro” a cui tutti noi dovremo andare senza proferire parola alcuna!

Simpaticissimo anche Davide Perino che, disponibilissimo si lascia intervistare anche se non in veste di ospite ufficiale ma di “semplice” visitatore, cede volentieri alle lusinghe dei fan.

Da citare il saluto conclusivo di Francesco Vairano, questa volta fatto “alla Gollum”!

A questo punto la prima giornata si avvia alla conclusione ma prima ci saranno le esibizioni a cavallo, un balletto, un’esibizione di combattimento tra Jedi e Sith con tanto di spade laser (che con l’oscurità hanno davvero fatto spettacolo) ed il concerto degli Ainur. A questo punto, decisamente stanchi decidiamo di andare a provare la comodità dei nostri giacigli, almeno fino al mattino seguente. Il giorno dopo, dopo esserci svegliato con non poca difficoltà ed aver riempito nuovamente gli stomaci, ormai vuoti torniamo alla festa. Qui troviamo ancora la voce di Gollum e non possiamo esimerci dall’immortalare il momento!

Dopo poco decidiamo di indossare i nostri costumi… Rientrati alla festa, io indossavo il mio abbigliamento Nazgul che suscita subito alcune reazioni…non sempre positive, soprattutto quando coglievo alle spalle le persone!

Tra queste, vi è anche il povero Frodo/Davide Perino che intento a firmare autografi non si accorge del Nazgul che ha fiutato la presenza del Portatore dell’Unico Anello, appena solleva lo sguardo e mi vede ha un sussulto e subito mi apostrofa: «Mannaggia a te, quante me ne hai fatte passare!»

Io non posso esimermi dal rispondere: «Io??? Casomai, TU a me!!!», risata generale e poi mi viene chiesto da Davide Perino se sono iscritto al concorso per il costume della Terra di Mezzo, io rispondo negativamente ed a questo punto accade l’impensabile, “Frodo” prende sotto braccio il Nazgul e lo porta a iscriversi al concorso…bell’immagine di pace tra i Popoli…almeno quelli della Terra di Mezzo!

La giornata scorre piacevolmente con il sole che scalda il cielo sopra le nostre teste e bambini che scorrazzano ovunque alla Caccia di un Tesoro, presentazioni di libri (anche la nostra amica Federica Leva ha presentato il suo racconto fantasy, tra l’altro in diretta su Radio Brea, la web radio ufficiale) e molta gente che incessantemente continua ad affollare la manifestazione.

Arriviamo al momento della sfilata dei costumi. La prima a sfilare è la categoria delle donne, dove alcuni costumi sono veramente meritevoli di complimenti; dopo è la volta della categoria degli uomini, anche qui la fattura dei costumi è molto curata; per ultima sfila la categoria bambini, per loro cosa dire se non bravissimi, alcuni costumi davvero originali e ben fatti, altri meno ma tutti calati nella parte del personaggio che interpretavano, veramente bravi!

La giuria ci mette molto tempo per esprimere il giudizio, a loro dire molto sofferto per tutte le tre categorie.

Concludiamo dicendo che il sottoscritto Nazgul (soprannominato “Mimmo” dai presentatori) si aggiudica il secondo posto, alle spalle di un anziano cavaliere e precedendo un Bard veramente somigliante all’originale cinematografico. Il premio…e cosa se non una riproduzione in miniatura della spada del Re degli Stregoni di Angmar!?!

Da ricordare quando una componente della giuria mi chiede di fare qualcosa “da nazgul” ed io allungo la mano sulla testa del povero Davide Perino/Frodo, il quale viene irriso anche dai due presentatori così: “Ecco, ora ti cadranno anche gli ultimi capelli rimasti!”

A questo punto la nostra “due giorni Tolkieniana” può dirsi conclusa e una volta salutati tutti gli amici, vecchi e nuovi, ci rimettiamo in viaggio ripensando alle tante emozioni vissute in questo fine settimana.

Concludo facendo i complimenti a tutta l’organizzazione di Sentieri Tolkieniani, perché sono riusciti ad ottenere una manifestazione di qualità mantenendo lo spirito semplice e goliardico dei ritrovi tra amici!

Arrivederci all’anno prossimo.

Luigi/”Mimmo” il Nazgul

Clicca qui per la gallery fotografica completa e i video con cosplay, combattimenti, rapaci, cavalli e altro ancora.

Share

Pandino Fantasy Books

 

Anche il Pandino Fantasy Book 2014 è passato.

Giungere al castello visconteo del paese è stata una piacevole sorpresa. Come sempre, i castelli della famiglia Visconti sono regali e fiabeschi, e incorniciano con la giusta atmosfera una manifestazione dedicata al fantastico.

L’affluenza dei visitatori sotto i portici è stata scarsa, nonostante la partecipazione di Stann Nicholls, autore di una famosa trilogia dedicata agli orchi, e di Silvana de Mari, nota scrittrice per ragazzi. Un vero peccato, perchè la manifestazione era ben organizzata e offriva una proposta letteraria ampia, capace di soddisfare le esigenze di un pubblico variegato. Molti visitatori sembravano entrati al castello più per trascorrere un paio d’ore fuori casa piuttosto che spronati da un vivo interesse per la manifestazione. C’erano anziani, forse di ritorno dal seggio elettorale, e diverse ragazze hanno percorso il porticato una decina di volte, chiacchierando fitto fitto e gettando un occhio distratto qua e là. I migliori acquirenti sono stati i bambini – per la gioia del mio amico scrittore Elvio Ravasio – e le coppie d’età compresa fra i 25 e i 35 anni. É uscito a testa alta anche un amico editore di saggistica, Ed. Il Cerchio, che, con mia sorpresa, ha attratto molti visitatori. Un dato positivo. Si dice che non si legge o che si leggono preferenzialmente opere dal dubbio valore, ma chi si accosta alla saggistica è raramente un lettore superficiale. Dunque, anche se noi narratori abbiamo venduto un po’ meno, rispetto al solito, abbiamo scorto uno spiraglio di salvezza, per il futuro della letteratura italiana.

La giornata è trascorsa rapidamente, e in un clima sereno. Ho avuto la fortuna d’essere attorniata da amici che ho rivisto con grande piacere – Marta Leandri Mandelli, Elvio Ravasio, Alberto de Stefano, Roberto Fontana, Adolfo Morganti, Monique Scisci, Fabiana Redivo, Giovanna e Paolo Marzola – e la stessa sorte benevola mi ha tenuta lontana da persone che non avrei gradito incontrare. Il festival è stato anche l’occasione per abbracciare per la prima volta “amici di penna virtuale” – alias, di FB… vero, Sonia Barelli e Christian Melloni? – e per disquisire di tecnica letteraria con addetti del mestiere autorevoli – ovvero, formati da quarant’anni di esperienza sul campo e non da sterili corsi di scrittura creativa importati dal mondo anglosassone. So che qualcuno di voi vorrebbe sapere cos’è emerso, da quella conversazione, e prometto che ve ne parlerò… ma in un altro post. Ora io e Messer Mal di Testa ci rechiamo amorevolmente in camera da letto. Glielo dite voi che sono lusingata della sua fedeltà, ma che non mi offendo, se dovesse avere in animo di rivolgere a qualcun’altra le sue pressanti attenzioni?

Buonanotte!

 Federica Leva

Foto di Christian Melloni.

Federica Leva – La Signora del Graal
Foto di Christian Melloni

 

 

Domenica 25 maggio 2014, tutti al Pandino Fantasy Books, nel meraviglioso castello visconteo di Pandino (CR)!

Avviso tutti i miei amici che domenica 25 maggio, presso lo splendido castello Visconteo di Pandino(CR) – appena fuori Milano -, avrà luogo il Pandino Fantasy Books, fiera dell’editoria del fantastico e dell’immaginario.
Sarò presente anch’io, con i miei libri – “Cantico sulloceano ” e, se la tipografia farà il miracolo, anche “La Signora del Graal“, con il primo capitolo omaggio della mia trilogia fantasy -, ospite al tavolo del calligrafo Roberto Roberto Túrin Turambar Fontana.
Mi potrete trovare allo stand n. 55.
Passate a trovarmi, anche solo fare una chiacchierata!
Vi aspetto!
Pandino Fantasy Books

Share
Share

Questo sito fa uso di cookie per migliorare l’esperienza di navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’utilizzo del sito stesso. Utilizziamo sia cookie tecnici sia cookie di parti terze per inviare messaggi promozionali sulla base dei comportamenti degli utenti. Può conoscere i dettagli consultando la nostra privacy policy qui (Read More). Proseguendo nella navigazione si accetta l’uso dei cookie; in caso contrario è possibile abbandonare il sito.

Read more - Web POLICY PRIVACY

Privacy Preference Center

Close your account?

Your account will be closed and all data will be permanently deleted and cannot be recovered. Are you sure?

Are you sure?

By disagreeing you will no longer have access to our site and will be logged out.

CHIUDI
CLOSE